Ricerche mediche: che cosa cerchiamo online sulla nostra salute?

Un piccolo mal di testa, un dolore alla schiena fino a cercare i sintomi di problematiche di vario tipo: tutto ciò che ci accade, tutto ciò che sentiamo e viviamo come un disturbo fisico diventa motivo di ricerca autonoma online. Ogni giorno milioni di italiani si mettono davanti a un computer o cellulare, aprono Google e pongono tutte quelle domande e curiosità che non vogliono chiedere al proprio medico. E tutto questo come si traduce?

Ad oggi proprio i medici e le strutture sanitarie si trovano a dover gestire un “rivale” spietato come Google. Lo dicono gli esperti di marketing medico che confermano l’abitudine sempre più diffusa di rivolgersi al web per la propria salute. Cerchiamo di scoprire da vicino quali sono i dati emersi e che tipo di necessità hanno i pazienti che ricercano in autonomia le proprie informazioni sanitarie.

 

Quali sono i rischi?

La grande accessibilità a notizie di diverso tipo e genere può chiaramente rappresentare un problema da non sottovalutare. Un utente medio cerca da solo le sue risposte, prima ancora di contattare il medico, un trend che può essere invertito solo offrendo più informazioni ai pazienti. Oltre a far fronte all’agenda ricca di appuntamenti, facili da gestire attraverso un software gestionale, ogni medico deve individuare quali sono le buone pratiche di prevenzione. E anche di comunicazione per poter interagire in modo pratico con i propri pazienti. Perché è vero che circa l’85% delle persone effettua delle ricerche online, ma è solo la metà a fidarsi di quello che legge. Digitalizzare la sanità permette quindi di trovare strade immediate e dirette per comunicare e fare marketing.

Perché è vero che un paziente effettua ricerche prima e dopo una visita specialistica, ma è altrettanto vero che un professionista dovrà inserirsi proprio per far valere la sua parola.

 

Che tipo di informazioni si cercano?

Molte volte, come mostrato da diversi report con oltre 4 miliardi di ricerche medie all’anno, le persone usano internet per:

  • Trovare informazioni su patologie e trattamenti;
  • Scoprire se esistono servizi online e consulenze a distanza;
  • Conoscere eventuali strumenti di prenotazione da usare.

E tra i 4 sintomi più ricercati invece appaiono parole come “ansia”, “febbre”, “insonnia”, “emicrania” e “mal di gola”.

 

Che cosa si desidera ricevere dal medico?

Ciò che l’utente medio si aspetta è una risposta che sia veloce e chiara: due caratteristiche che hanno reso grande Google in tutto il mondo per questo e altri motivi. Piace l’idea di avere sempre una risposta che sia a portata di mano, da consultare in pochi minuti attraverso uno smartphone. Inoltre non dimentichiamo che ci sono ancora argomenti tabù, che portano i pazienti a provare del disagio nel parlarne pubblicamente. Un tipo di disagio che però passa se la domanda o curiosità viene posta in forma scritta.

Ecco perché ogni ambulatorio dovrebbe prevedere un tipo di approccio completamente diverso, così da assecondare il mondo in cui sono cambiate le necessità del paziente medio.

Per farlo, tutto si raggruppa all'interno del concetto di marketing medico, che è uno strumento fin troppo ignorato, ma di grande importanza per il settore sanitario. Sembra quindi che, già nei prossimi anni, la digitalizzazione degli ambulatori e studi medici possa aumentare, prevedendo l’integrazione di strumenti di management che siano efficienti non solo per le visite, ma anche per gestire le richieste dei pazienti. E soprattutto per riscoprire la fiducia che sta alla base di un rapporto tra medico e paziente.

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