Via dei Serpenti, l’antico corso che unisce Via Cavour a Via Nazionale

Molto tempo prima che fossero costruite Via Cavour e Via Nazionale, una delle arterie principali di Roma – già dalla metà del XVII secolo – era Via dei Serpenti, un tempo meglio nota come “Corso dei Monti” perché era una via di collegamento del Rione Monti e che poi congiunse – come ancora oggi si presenta – Via Cavour a Via Nazionale, due importanti e storiche vie della capitale, dove si concentrano anche numerosi hotel a 3 stelle di Roma, soluzioni di alloggio preferite dai turisti soprattutto per la posizione comoda e centrale dalla quale raggiungere tutti i principali siti turistici della Capitale.

Origine del nome di Via Dei Serpenti

L’antico toponimo della via era “Corso dei Monti”, ma già in una pianta del 1748 attribuita al Nolli, la strada compare con il nome di “Strada de’ Serpenti”, ma la cui origine ha ipotesi contrastanti. La prima ipotesi sostiene che il nome derivi da un’edicola mariana lungo la strada in cui si trova la raffigurazione della Vergine Maria nell’atto di calpestare un serpente. La seconda ipotesi vuole che il nome derivi da una bottega o osteria la cui insegna rappresentava “Laocoonte” avvolto nelle spire dei serpenti. Qualunque sia l’origine del nome, resta il fatto che fosse una delle vie più frequentate della città.

Edifici principali in Via dei Serpenti

A testimonianza dell’importanza di Via dei Serpenti, si citano due edifici posti rispettivamente agli estremi della via:

  • Il grande complesso della sede della Banca d’Italia su Via Nazionale; e
  • La Chiesa di Santa Maria dei Monti, nei pressi di Via Cavour.

Altri edifici degni di nota sono la Palazzina Braganza, ad angolo con Via Baccina, e il Civico 2 di Via dei Serpenti, dove si trova la stanza in cui morì San Benedetto Giuseppe Labre.

La palazzina Braganza, dal nome della casa reale che governò in Portogallo dal 1640 al 1910, ospitava un antico ricovero: l’ospedale di Sant’Antonio dei Portoghesi, voluto da Donna Guiomar di Lisbona. Inizialmente era un ostello che la nobildonna volle costituire per l’accoglienza esclusivamente di donne portoghesi in pellegrinaggio a Roma, come si evince già da un documento del 1663, in seguito con l’aumento del flusso dei pellegrini divenne un ospedale per l’accoglienza di viandanti e pellegrini. La direzione era affidata a persone di nazionalità portoghese elette dalla comunità residente a Roma, sotto la protezione del Pontefice e con approvazione della Vicaria Generale.

Una lapide al Civico 2 di Via dei Serpenti, invece, ci ricorda che quello è stato l’ultimo ricovero di San Benedetto Giuseppe Labre nato il 26 marzo 1748 e deceduto a soli 35 anni dopo una vita di stenti e privazioni nel nome del Vangelo, da tutti riconosciuto come il vagabondo di Dio o anche lo zingaro di Cristo. La stanza dove morì divenne un oratorio e custodisce reliquie e oggetti del santo.

Il turista che alloggia in un albergo come il Floris Hotel in Via Nazionale ha, dunque, il privilegio di raggiungere anche a piedi la rinomata Via Cavour, Santa Maria dei Monti e il “Mosé” di Michelangelo a San Pietro in Vincoli,  percorrendo una delle strade più suggestive e ricche di storia e di storie di Roma, come Via dei Serpenti.

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