E’ Antonio Paternoster l’head coach della Virtus Arechi Salerno

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Antonio Paternoster head coach virtus arechi

Antonio Paternoster head coach virtus arechi

Il tecnico potentino ha accettato con grande entusiasmo la proposta del club del presidente Renzullo.

La squadra di pallacanestro, Virtus Arechi Salerno, ha il suo head coach. La scelta del presidente Nello Renzullo e del direttore Sportivo Pino Corvo è ricaduta su Antonio Partenoster. 46 anni, potentino, Paternoster ha accettato senza riserve la sfida che gli è stata lanciata dalla società: rilanciare il basket maschile nella città di Salerno, dove la Serie B manca da 10 lunghi anni.

Dopo essersi avvicinato al basket ai tempi del Liceo Classico “Flacco” di Potenza, ben presto Paternoster ha sentito che il suo destino sarebbe stato un altro: allenare è per lui praticamente una vocazione. Dopo i primi incarichi a livello giovanile, il corso da allenatore e l’esperienza maturata al fianco di Andrea Capobianco (oggi commissario tecnico della nazionale italiana femminile di basket e al tempo già responsabile tecnico delle Squadre Nazionali Giovanili) come referente tecnico per la Basilicata, Paternoster ha poi maturato esperienze importanti a Battipaglia, a Molfetta, a San Severo.

Poi è iniziato il suo lungo matrimonio con Agropoli e la scalata fino alla Serie A2 di basket (nel 2015/16 il tecnico lucano ha condotto i delfini prima alla Final Eight di Coppa Italia di A2 e poi al primo turno dei play off per la promozione in massima serie, niente male per una matricola). Il legame col sodalizio cilentano è durato per ben quattro anni, quattro anni fatti di gioie e dolori, di vittorie e forti emozioni.

Nella scorsa stagione, però, le strade di coach Paternoster e del Basket Agropoli si sono separate. L’allenatore potentino è stato messo sotto contratto dalla gloriosa Viola Reggio Calabria (sempre in Serie A2), ma le cose non sono andate per il meglio e per Paternoster è arrivato un immeritato esonero a poche giornate dal termine.

Ora per lui si presenta un’occasione importante dal punto di vista umano e professionali e il tecnico lucano è estremamente carico e non vede l’ora di cominciare.

– Come l’hanno convinta il patron Renzullo e il diesse Corvo ad accettare la loro proposta e a farla tornare a cimentarsi con la Serie B?

« É bastato davvero poco – ha affermato Antonio Paternoster –. L’entusiasmo, la professionalità e la grandissima voglia del presidente di avermi con lui in questa avventura, aggiunti all’esperienza ed alle capacità di Pino mi hanno convinto in un attimo».

– La B maschile in città manca esattamente da 10 anni, proverete a riaccendere l’entusiasmo degli appassionati salernitani?

«Questo è un punto fondamentale. Vogliamo provare a dare entusiasmo e far divertire dei tifosi ed appassionati che speriamo crescano di giornata in giornata, come auspico farà la mia squadra. Anzi, la nostra squadra».

– Ha vissuto una splendida avventura nella vicina Agropoli, la scalata fino alla A2, la Final Eight di Coppa Italia, i play off per la Promozione in A1… Qual è il segreto per vivere esperienze del genere?

«Segreti non ne esistono. Per ottenere risultati importanti occorre tantissimo lavoro, una società seria e con obiettivi precisi, una squadra pronta al sacrificio, una tifoseria che non faccia mai mancare il proprio sostegno. E, ovviamente, una buona dose di fortuna».

– Ai giocatori che comporranno il roster cosa chiederà in particolare?

«Chiederò loro innanzitutto di non sentirsi arrivati. Si deve e si può sempre migliorare attraverso il massimo impegno in ogni allenamento. E noi ci alleneremo tantissimo! Diventare squadra non è semplice ma sono sicuro che col lavoro quotidiano riusciremo a farlo nel modo migliore».

– Che tipo di pallacanestro le piacerebbe veder giocare alla sua squadra?

«Cercheremo di proporre un basket affascinante, emozionante, spettacolare – conclude il nuovo head coach della Virtus Arechi Salerno –. Vogliamo divertire e soprattutto divertirci. Le premesse sono più che positive. E sono convinto che avremo al nostro seguito dei tifosi calorosi e competenti. In poche parole non vediamo l’ora che la palla a due sia alzata».

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