NELLE STRADE E NEL CUORE
DI SALERNO

Tra le località turistiche
e gli itinerari turistici consigliati, sicuramente
il capoluogo di provincia, Salerno, è uno
dei più attraenti; città ricca di
chiese, monumenti ed opere d'arte. Anche la posizione,
tra le montagne ed il mare, fa si che Salerno si
presenti come una città dove trascorrere
piacevoli vacanze e week end all'insegna del divertimento.
Non mancano parchi e giardini ed inoltre è
possibile fare escursioni, trekking o semplici passeggiate
sulle montagne e colline circostanti, in particolare
sulla montagna del Castello di Arechi, sul Monte
Stella e sulle montagne di Giovi. La città
di Salerno conta 146.324 abitanti
ed il territorio cittadino si estende su 59,75
Kmq. Il Comune di Salerno
è molto organizzato nel campo del turismo
con un bellissimo sito
web e vari uffici dove ottenere informazioni
turistiche su eventi e manifestazioni oltre che
su strutture ricettive quali alberghi, ristoranti,
agriturismo e locali notturni. E' famosa la vita
by night "movida"dei
giovani salernitani, conosciuta come "movida",
soprattutto nei fine settimana, quando i locali
notturni, le discoteche ed i disco pub fanno registrare
il pienone. Le zone di periferia della città
e buona parte del centro sono di origine moderna
e quindi non presentano particolari monumenti o
chiese antiche. Qualche villa e qualche palazzo
nobiliare però non mancano, vedi Villa Carrara
a Pastena, Villa Guariglia ed il Forte la Carnale
a Torrione. Il centro storico,
attraversato in quasi tutta la sua lunghezza da
Via Mercanti, è invece ricco
di chiese e palazzi antichi, monumenti ed opere
d'arte pregevoli. Per meglio descrivere le bellezze
architettoniche ed artistiche di Salerno è
importante conoscere le sue origini e la sua storia.
LA STORIA DI SALERNO: DALLE
ORIGINI AI GIORNI NOSTRI
Sulle origini di Salerno mancano
notizie precise. L'origine di "Salernum"
potrebbe essere ricondotta ad una colonia greca ed
il suo nome sembra derivi da "Salum"
(mare) ed "Irnum".
Proprio dove oggi è edificato il centro storico
di Salerno era ubicato il "Foro",
con precisione nell'attuale Piazza Abate Conforti,
sede del "Decumano",
collegato con il mare da quella che oggi chiamiamo
Via Botteghelle. Nel 216 a.C., a
differenza di altre città campane, Salerno
si schierò al fianco dei romani per combattere,
nella 2^ guerra punica, i cartaginesi; tale valorosa
alleanza fu premiata dai vittoriosi romani che attribuirono
a Salerno lo status di colonia cittadina romana ed
il titolo "Ordus Populusque Salernitanus".
La giurisdizione salernitana si estese oltre i confini
campani, fino a Reggio a sud e fino allo Ionio, in
Puglia.
Nel 644 d.C., durante le invasioni barbariche,
Salerno fu occupata dai Longobardi
che le riconobbero però piena dignità
e lasciarono intatte le più importanti istituzioni,
tra cui la antichissima "Scuola Medica".
Nel 762 Salerno divenne Principato, retto dal Duca
di Benevento, Arechi II, che fu incoronato
Principe di Salerno. Il Principato
durò oltre 750 anni.
Intorno alla metà dell' 800 la provincia di
Salerno era divisa in 5 "gastaldati": Salerno
- Conza - Rota - Sarno e Lucania (attuale Cilento).
I Saraceni, nonostante ripetuti tentativi,
non riuscirono a conquistare la città; è
passata alla storia la battaglia dell'anno 871, conclusasi
con una carneficina dei soldati guidati da Abd-Allah,
intorno al "Torrione" che da allora prese
il nome di "carnaia" (attuale Forte
la Carnale).
Nel 985 la città da sede Vescovile divenne
sedeArcivescovile per volere del Papa Giovanni XV.
Nel 1075 terminò il dominio dei Longobardi
ed iniziò quello dei Normanni,
guidati dal grande Roberto il Guiscardo,
sotto il cui regno Salerno divenne una città
fastosa e potente, con la realizzazione del Castello
Terracena (Castello di Arechi) e
del magnifico Duomo dedicato a S.
Matteo Apostolo, Santo Patrono
della Città di Salerno, del quale sono qui
conservate le spoglie, insieme a quelle di altri Santi
tra i quali S. Gregorio Magno.

Pubblichiamo la foto per gentile
concessione di
Ciro Antinozzi Photographer
clicca sulla foto per visitare il sito web dell'autore
www.ciroantinozzi.com
Papa Gregorio VII, perseguitato
dal potere dell'epoca, si rifugiò a Salerno,
dove concluse la sua vita nel Cenobio di San Benedetto
il 25 maggio 1085. Successivamente la città
divenne Capitale di un Regno Normanno con Ruggero
II, periodo durante il quale si ebbe uno sviluppo
notevole delle attività commerciali ed industriali,
ma anche degli studi medici e filosofici.
Con la venuta degli Svevi, purtroppo,
iniziò la lenta decadenza di Salerno che
divenne ancora più evidente con l'avvento
degli Angioini. Arrigo VI ed il
figlio distrussero la città e Federico
II completò l'opera di distruzione,
anche in altri centri della provincia, uccidendo
centinaia di salernitani. Solo grazie all'intervento
del grande concittadino Giovanni Da Procida, che
riuscì ad influenzare il figlio di Federico
II, Manfredi, si ebbe una tregua che permise alla
città di tirare il fiato ed avviarsi ad una
lenta ripresa economica e sociale. Fu istituita
la famosa Fiera di settembre e fu costruito il molo
che prese il nome di Molo Manfredi.
Ma si trattò solo di una tregua, un breve
periodo di ritrovato benessere, perchè avvenimenti
successivi quali guerre, lotte civili ed altre calamità,
fecero ripiombare in rovina la città e la
provincia che passarono di mano in mano ai Signori
di turno: Colonna; Orsini; Sanseverino. Solo Ferrante
Sanseverino tentò di ribellarsi agli stranieri
invasori ma fu ben presto sconfitto ed esiliato
in Francia.

Dopo 754 anni di dominio, durante tutto il medioevo,
il glorioso Principato di Salerno vide così
la sua fine che divenne ancora più definitiva
col dominio spagnolo che ridusse
la città ai minimi termini sia come popolazione,
sia come povertà. Il vasto Principato salernitano
fu messo all'asta ed il 20 luglio 1572 fu venduto
da Filippo V di Spagna al Duca di Eboli, Nicola Grimaldi,
per la cifra di 128.000 scudi, da pagare con rate
annuali di 24.000 scudi. Tale imbarazzante circostanza
spinse alcuni nobili salernitani, tra i quali Marcantonio
Ruggi e Gianvincenzo Quaranta, ad offrire al Re Filippo
V la somma di 60.000 scudi, pagando però in
contanti ed in un'unica soluzione.
Ma anche questa mossa non servì a far risollevare
le sorti della città che affondò a causa
del dilagare del malgoverno, della pirateria e del
brigantaggio; tutte queste circostanze contribuirono
a far piombare la città ed i cittadini nella
miseria tanto da spingere molti ad insorgere e ad
abbracciare la causa della rivoluzione, capeggiata
da Ippolito da Pastena.
Il 14 giugno 1566 fu la volta poi della peste che
comparve anche a Salerno e nell'intero territorio
provinciale compiendo una vera strage di vite umane;
negli anni 1685, 1688 e 1694 si ebbero poi disastrosi
terremoti che finirono di sprofondare la città
in una tremenda miseria.
Alla fine del XIX secolo Salerno e la sua provincia
ebbero una buona ripresa nel campo commerciale ed
i salernitani parteciparono attivamente alla lotta
per l'Indipendenza, con il decisivo contributo dei
ribelli cilentani. Il 6 settembre 1860 entrò
in città Giuseppe Garibaldi,
alla testa delle Camicie Rosse, e Salerno fu inclusa
così nella libera Italia.
Questo breve riassunto della storia
della città di Salerno è liberamente
tratto dal libro di Luigi Carella
dal titolo "Salerno attraverso il
Centro Antico" - Toponomastica
storica - edito da Raffaele Reggiani di Salerno.