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"Salerno è mia...Io la difendo!"

Alla vigilia di una gara tosta, difficile, contro
il Taranto, una delle squadre accreditate a lottare per la vittoria
del campionato, la Società, lo staff
tecnico e la Squadra della Salernitana,
al gran completo, hanno lodevolmente deciso di partecipare
alla Santa Messa in onore dell'Apostolo di Gesù,
le cui Sacre Spoglie sono custodite nella
Cripta del Duomo di Salerno.
A noi salernitani ciò fa veramente piacere,
tanto affezionati e legati, come siamo, alla festività
del Santo Patrono che suscita ricordi che provengono dalla
nostra infanzia (la processione, le bancarelle colorate, i fuochi
d'artificio del 21 settembre sono tra le poche cose immutate nel
tempo qui a Salerno).
Dopo aver scelto un compianto grande campione del
calcio (Agostino Di Bartolomei) quale testimonial della stagione
agonistica, Lombardi ha fatto un'altra mossa azzeccata e quanto
mai opportuna. Complimenti al Presidente ed al suo staff dirigenziale.
In merito alla partita di domenica prossima all'Arechi,
ci sentiamo di affermare che si tratterà di un match nel
quale conteranno molto i nervi saldi. Sia
in campo, sia sugli spalti. Il Taranto
e la sua tifoseria sono piuttosto ostici
come avversari. A Taranto è risaputo che le squadre
ospiti devono lottare contro un agonismo duro,
maschio, con un tifo infernale
ed un ambiente caldo. Fuori casa
gli ardori dei delfini pugliesi si placano
non poco. Ed è su questo aspetto agonistico che la Salernitana
deve giocare le sue carte vincenti. Si gioca all'Arechi,
il principe degli stadi italiani, con una cornice di tifo di primo
piano. Gli Ultras granata della Curva Sud, domenica,
renderanno il clima dell'Arechi infuocato. Altrettanto
dovranno fare i calciatori di Mister Agostinelli,
che dovranno scendere in campo con "il coltello
tra i denti". La partita è da vincere,
i tre punti sono necessari. Un pareggio sarebbe già inaccettabile.
Giocare col coltello tra i denti, ovviamente, non significa andare
all'attacco scriteriatamente, scoprendosi nel reparto difensivo.
I calciatori del Taranto sono esperti e molto bravi nel colpire
in contropiede. Ma Agostinelli in fatto di tattica
è esperto al punto giusto e quindi, siamo certi, saprà
studiare la partita ed impostarla nel modo migliore.
Il Taranto si batte, dunque, con le sue
stesse armi, la foga agonistica ed il tifo infernale e, perché
no, anche con un pizzico di fortuna e di aiuto dall'alto
(vedi San Matteo ed il Capitano invisibile,
Agostino Di Bartolomei).
Una grossa raccomandazione ai tifosi della
Curva Sud ed in generale ai tifosi granata:
non provocate incidenti e non cadete in eventuali provocazioni
da parte dei tifosi tarantini o da qualsiasi altra parte tali provocazioni
provengano. A molti la Salernitana vincente dà
fastidio e gioirebbero nel vederla costretta a giocare
di nuovo a porte chiuse e, quindi, perdente. Cari tifosi ultras
e non, bisogna essere forti nel tifo, con le corde
vocali, con i cori assordanti, con le coreografie e gli sfottò
agli avversari. La violenza, la suscettibilità, i
gesti istintivi sono un segno di debolezza, sul quale,
probabilmente, i nemici di Salerno e della Salernitana puntano molto.
Vinciamo la partita in campo e sugli spalti, dimostrando
che a Salerno, quest'anno, ci sarà solo da divertirsi,
insieme ad una grande e civile tifoseria, figlia
di un'altrettanto grande, civile e bellissima città.
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