Sarà la mancanza di validi
campi di allenamento, oppure la preparazione atletica
sbagliata, o ancora saranno stati gli errori in
fase di campagna acquisti a giugno e di mercato
di riparazione a gennaio, sta di fatto che la squadra
granata, quest'anno, sta camminando in campo invece
di correre e gli infortuni muscolari dei calciatori
sono ormai un autentico bollettino di guerra. A
centrocampo, la società granata, in primis
il Direttore Generale Fabiani, hanno pensato bene,
a gennaio, di affiancare al bravo ma lento Pestrin
altri due pachidermi della mediana, Coppola e Ciaramitaro.
Non si discute il valore tecnico - tattico dei due
calciatori, ma è evidente che non servivano
alla Salernitana. Il gruppo andava rinforzato con
gente dotata di "gamba", dinamica e veloce.
Servivano polmoni d'acciaio e velocità. Avendo
in organico Tricarico, Soligo e Giampà, sarebbe
servito semplicemente acquistare un paio di giovanotti,
anche da categorie inferiori, di belle speranze
ma dotati di tanta forza fisica e nel pieno vigore
della forma atletica. La storia del mancato acquisto
di un attaccante centrale forte e di ruolo, poi,
si commenta da sola. L'esordio di ieri, peraltro
positivo, del giovane Fragiello è un elemento
inconfutabile che dimostra il grave errore di valutazione
(un autentico harahiri) fatto dallo staff tecnico
granata. Con Di Napoli che ormai, dopo aver tirato
la carretta per buona parte del campionato, non
ha più birra in corpo e, in questo frangente,
è più un peso per la squadra che una
risorsa, l'infortunio di Fava rappresenta un'autentica
iattura ed inchioda i vertici della società
ed il direttore generale alle loro responsabilità.
L'eccessivo affollamento di mezze e seconde punte,
inoltre, non può che creare ulteriori problemi
all'allenatore. In organico c'erano già due
validi calciatori, Scarpa e Ciarcià. Bastava
acquistarne un altro o al massimo due per garantire
le giuste alternative. Ne sono arrivati invece quattro.
Ledesma, Merino, Iunco e Ganci. Bella confusione
(o minestrone) tecnico - tattica.
Con un centrocampo che non corre,
calciatori fuori forma, problemi mentali legati
al difficile momento, che si riflettono anche sul
fisico, e spuntata in attacco, la Salernitana dovrà,
comunque, tentare di risalire la china, rialzarsi
dal fondo che ha toccato nella gara di oggi e tentare
fino alla fine di tirarsi fuori dalla zona retrocessione.
Il campionato, per fortuna, è ancora lungo
e la classifica molto corta. In 5 punti sono raggruppate
tantissime squadre che si daranno battaglia. Ogni
gara, ormai, può essere decisiva ai fini
della lotta per la salvezza. Il rebus che Castori
deve risolvere, quindi, è davvero enigmatico.
La situazione appare scabrosa. Forse per il tecnico
di Tolentino, se ne ha la forza, è venuto
il momento delle SCELTE FORTI.
Fuori dal campo i senatori di questa
squadra, che invece di correre giochicchiano trotterellando
sul campo, e dentro i più giovani e forti
fisicamente. E' meglio dare chance ai vari Fragiello,
Ledesma, Fatic, Tricarico, Soligo e, se è
pronto per giocare, allo stesso Maradona delle Ande,
Merino, piuttosto che vedere atleti che passano
più tempo per terra che in piedi, oppure
costretti a rincorrere gli avversari per il campo,
aggrappandosi alle loro magliette per tentare di
fermarli. Uno spettacolo deprimente. Il calcio professionistico,
soprattutto in serie B, richiede doti di velocità
e resistenza atletica dalle quali non si può
prescindere. Pensare di giocare in cadetteria camminando
sul rettangolo di gioco, non avendo nemmeno la forza
per proporsi nel gioco senza palla, soprattutto
sulle fasce, giocando, insomma, alle belle statuine,
è un'autentica utopia. Che giochino i più
giovani ed in forma, quindi, dotati, probabilmente,
anche di maggiore umiltà e spirito di sacrifico.
Un attento esame di coscienza da parte di tutti
sarebbe auspicabile. Chi sa di non essere in forma
decente si faccia da parte. Chi non è abituato
a soffrire ed a lottare con il coltello tra i denti
si accomodi in tribuna. L'unica cosa che conta è
tentare, fino a che ce ne sarà la possibilità,
di salvare la Salernitana dall'onta della retrocessione.
Per quanto riguarda la gara odierna,
ci asteniamo dal commentarla tecnicamente perchè
significherebbe infierire contro quelle casacche
granata che tanto amiamo e che rappresentano la
nostra squadra e la nostra città. Diciamo
solo che il Piacenza, senza far nulla di trascendentale,
ha meritato di uscire vincente dal campo, dimostrando
di essere una squadra vera e con delle valenze atletiche
e tecnico - tattiche adatte alla categoria.
28.02.2009
- 23.30
Roberto Trucillo