Al triplice fischio finale, dopo
un derby vittorioso ed un passo
in avanti verso la salvezza, Pestrin
e Di Napoli sono usciti dal campo in anticipo
ed a testa bassa, dimostrando di non avere alcuna
voglia di festeggiare. Soprattutto Pestrin ha dato
l'impressione di non voler condividere con i compagni,
con il tecnico e con i tifosi la meritata ed importante
vittoria. Un atteggiamento che non è
piaciuto e che dimostra la tensione
ed il nervosismo che aleggiano
in casa granata. Dopo le polemiche
della scorsa settimana ed alcuni episodi di aggressioni
verbali da parte di pseudo tifosi
nei confronti di un paio di calciatori granata (Coppola
e Di Napoli), il clima si è riscaldato
troppo nello spogliatoio della squadra allenata
da Brini. E' compito dell'allenatore sanare questa
situazione, far capire ai calciatori che sono tutti
nella stessa barca e che se non si rema nella stessa
direzione, con unità d'intenti
e spirito di corpo, l'obiettivo della salvezza potrebbe
non essere centrato. In campo, questo pomeriggio,
abbiamo visto, comunque, una squadra concentrata
e determinata. La vittoria
è stata più che meritata,
in quanto la Salernitana, grazie soprattutto alla
prestazione super di Merino, ha
sfiorato più volte la rete sia nel primo,
sia nel secondo tempo. L'Avellino, invece, ha tirato
in porta solo in due circostanze e si è reso
pericoloso solo grazie ad un paio di indecisioni
della retroguardia granata. L'atteggiamento
di fine gara di Pestrin, quindi,
(ed in parte di Di Napoli) rappresenta una nota
stonata in una giornata positiva
per i colori granata.
Speriamo che da qui alla fine del
campionato, in queste restanti tre partite,
tutti i calciatori granata capiscano che giocare
all'Arechi, per loro, indossando la casacca
granata, è un onore
e che la tifoseria salernitana
merita il massimo rispetto e considerazione
(quattro teppistelli da strapazzo non
contano nulla). Del resto i calciatori
granata, Pestrin per primo, farebbero bene a ricordarsi
che la Salernitana, grazie alle
loro prestazioni agonistiche, è terzultima
in classifica, a tre giornate dal termine,
e rischia seriamente di retrocedere
in terza serie. Ci piace, quindi, pensare che l'uscita
a capo chino dal campo di alcuni calciatori è
dovuta al rimorso e ad un certo imbarazzo per aver
fallito clamorosamente in una città
ed in una piazza così importante.
Per
quanto riguarda Brini, che anche
oggi ha confermato di essere un ottimo allenatore
e l'uomo giusto per la Salernitana (peccato non
averlo confermato al termine dello scorso campionato),
va detto però che una sua frase in
sala stampa, al termine della gara, ci ha lasciato
di stucco. Gli è stato chiesto un giudizio
sul fuoriclasse peruviano, Merino,
l'unico calciatore attualmente in organico capace
di cambiare il volto alla squadra e di vincere da
solo le gare, e lui ha risposto che... deve
migliorare! Che le sue giocate ed i suoi
colpi di tacco da giocoliere ... non sono
poi così utili per la squadra! Che
sotto certi punti di vista la sua presenza in campo
... non è positiva per il collettivo!
Ci verrebbe da dire ... No Comment!
Le affermazioni del mister si commentano da sole.
Ma anche in questo caso vogliamo essere buoni e
ci piace pensare che Brini, onde evitare spaccature
ed ulteriori tensioni nello spogliatoio
che, a quanto pare, non ha bene accettato l'arrivo
del peruviano, cerca di smorzare l'entusiasmo che
si sta creando intorno al Maradona delle Ande in
modo da gettare acqua sul fuoco.
Siccome noi siamo liberi da tali condizionamenti
e fardelli e possiamo dire quello che pensiamo,
ci sentiamo di affermare che sono diversi
compagni di squadra (per fortuna non tutti)
che dovrebbero migliorare e di molto, per
mettersi al passo di Merino. E' evidente che alcune
sue giocate geniali e veloci, i
compassati compagni del reparto offensivo ed alcuni
centrocampisti non le capiscono e spesso le sprecano
malamente. Il peruviano, inoltre, ci sembra bravo
e propositivo anche in fase difensiva.
Spesso lo vediamo andare a contrastare e rubare
palloni. Cosa che altri, molto più scarsi
di lui tecnicamente, non fanno quasi mai. Inoltre,
mentre il peruviano corre a 100 all'ora,
alcuni di loro passeggiano ed arrancano
e, dopo un paio di scatti, non ce la fanno più.
Chiudiamo qui la polemica e pensiamo a salvarci.
Poi a fine campionato bisognerà chiarire
tante cose, tanti misteri di questo strano spogliatoio
granata e di questa sciagurata annata che ha portato
a ben 4 cambi tecnici (Castori, Mutti, Castori bis,
Brini), a strane intromissioni di procuratori ed
altri personaggi che, in qualche modo, hanno condizionato
l'ambiente. Non sempre, inoltre, la società
ci è sembrata compatta nelle decisioni e
nelle strategie, al fine di spegnere le polemiche
e stroncare le voci destabilizzanti che sono circolate
in città.
La
vittoria della Salernitana contro l'Avellino rischia
di rappresentare la classica ... vittoria
di Pirro. La squadra granata
si è svegliata, forse, troppo
tardi dal lungo letargo
che ne ha caratterizzato il campionato in corso.
I punti necessari per salvarsi andavano fatti prima.
Troppe gare sono state gettate alle ortiche per
scarsa concentrazione, errori tecnico - tattici
e superficialità. L'elenco di inopinate sconfitte
sarebbe lunghissimo, e ve lo risparmiamo. Ora è
necessario combattere col coltello tra i
denti fino all'ultimo minuto della giornata
conclusiva del torneo. La Salernitana per essere
sicura di poter abbandonare la terzultima posizione,
che la condanna alla retrocessione diretta, dovrebbe
necessariamente vincere due gare e pareggiarne
una. Questi sette punti
potrebbero essere sufficienti anche per evitare
i play out ma questo dipenderà
dai risultati delle avversarie impelagate nella
lotta per la salvezza. Volendo ritenere virtualmente
salve le squadre che hanno già raggiunto
quota 49, da 47 punti in giù,
fino ai 44 della Salernitana, ci sono ben 8
squadre che rischiano. I risultati
a "sorpresa" della giornata odierna
e l'analisi del calendario, con
sole tre gare da disputare, non consentono di stilare
tabelle salvezza che abbiano un qualche fondamento.
A questo punto la Salernitana, se vuole salvarsi,
deve pensare solo a sé stessa e tentare di
vincere tutte e tre le gare rimanenti. I calciatori
ed il tecnico granata farebbero bene a darsi una
mossa e tentare seriamente e con il massimo impegno
e professionalità di regalare tre vittorie
e la salvezza ad una delle più belle
e civili tifoserie italiane e ad una città
che si sta distinguendo per efficienza,
organizazione e senso civico.
A tal proposito ci sentiamo però
di muovere una critica all'attuale amministrazione
comunale. Gli impianti sportivi
a Salerno sono inadeguati.
Per i giovani salernitani fare sport a buon livello
è quasi impossibile. Mancano impianti sportivi,
campi di gioco, attrezzature. Salerno è una
delle poche città capoluogo di provincia
italiane che non ha un palazzetto dello sport. La
stessa Salernitana è costretta ad allenarsi
su campetti di periferia non consoni ad una squadra
di calcio professionistica. La mancanza di campi
di allenamento è uno dei problemi che hanno
contribuito al fallimentare campionato della squadra
di calcio che rappresenta la nostra città.
E' strano che un Sindaco come
De Luca, così attento ai bisogni
dei cittadini salernitani e così propositivo
nel migliorare la qualità della vita della
nostra città, non abbia mosso un dito per
l'impiantistica sportiva. Eppure la civiltà
di una comunità si misura anche dalla sua
cultura sportiva. Per il futuro non ci
resta che sperare che il nostro primo cittadino
sappia affrontare e risolvere anche questo annoso
problema.
Il commento tecnico
e l'analisi della gara odierna
li tralasciamo. Saremmo costretti
a fare nuovamente l'elenco delle
prodezze di Merino e poco più.
Nel secondo tempo Brini è
stato bravo a modificare l'asseto tattico, inserendo
Tricarico al posto di Iunco, passando dal 4-2-3-1
iniziale al 4-4-1-1, in modo da presidiare meglio
la mediana e correre meno rischi fino al termine
della gara. Anche oggi la vittoria,
sia pur meritata, è stata però striminzita
e sofferta più del dovuto. Speriamo
che questo campionato bruttissimo
della Salernitana finisca al più
presto e nel migliore dei modi. L'anno
prossimo, poi, confidiamo nella voglia
di continuare a fare calcio a Salerno della società
granata, affidandosi però ad uno staff
tecnico all'altezza della situazione, dandosi
un'organizzazione societaria manageriale
e costruendo una squadra degna di questo
nome, formata da validi calciatori
e, possibilmente, da grandi uomini.
LE PAGELLE: Berni
(5) - Russo (5,5) - Kyriazis (6) - Fusco (6) - Fatic
(6,5) - Pestrin (6) - Soligo
(6,5) - Ganci (6,5)
- Merino (8,5)
- Iunco (5,5) - Fava (5,5) - Ledesma (5,5) - Tricarico
(6,5) - Di Napoli (5,5) - Brini ( 6 per
la gestione tecnica della gara - 4 per la frase
su Merino).
09.05.2009
- 23.10
Roberto Trucillo
IL TABELLINO
SALERNITANA (4-2-3-1):
Berni, Russo, Kyriazis, Fusco, Fatic, Pestrin, Soligo,
Ganci (23´ st Ledesma), Merino, Iunco (18´st
Tricarico), Fava (23´ st Di Napoli). (12 Iuliano,
3 Marchese, 17 Cardinale, 20 Scarpa). All. Brini
AVELLINO (4-4-1-1): Padelli, Gazzola,
Vaskò, Pecorari, Mesbah, Babù (23´
st Visconti), Dettori, Di Cecco (12´ st Venitucci),
Ciotola, Koman (32´st Pepe), Aubameyang. (1
Gragnaniello, 5 Defendi, 29 De Martino, 86 Ghomsi)
All. Campilongo
Arbitro: Tagliavento di Terni
Reti: nel pt 41´ Ganci
Angoli: 4-3 per l´Avellino.
Ammoniti: Mesbah, Di Cecco, Russo,
Gazzola, Visconti, Pestrin per gioco falloso, Iunco
e Di Napoli per comportamento non regolamentare.
Spettatori: 21.167 per un incasso
complessivo di 92.600,95 euro.