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E' qui la festa! Salerno si tinge di granata e, nonostante la piccola delusione della mancata vittoria in Supercoppa, festeggia la promozione.

coreografia tifosi curva sud salernitana calcioTorna l'urlo dell'Arechi. Quando segna la Salernitana si alza dalla curva sud e dall'intero stadio il famoso e temuto urlo dell'Arechi. Nell'ultima gara interna col Pescara è esploso ai gol della Salernitana ed alla parata di Pinna su un calcio di rigore.

E' un urlo che solo la magia dell'Arechi, il principe degli stadi, sa regalare. E' equiparabile all'urlo di grandi appuntamenti calcistici quali la finalissima della Coppa del Mondo o della Coppa dei Campioni. Finalmente, dopo qualche anno di assenza, è tornato tra noi ed ha già riempito in più occasioni le nostre orecchie ed i nostri cuori granata.

In Italia non ha eguali. E' viscerale, viene dallo stomaco e sale, sale su fino alla gola, passando per il cuore, per poi esplodere all'unisono con l'urlo dei 30.000 tifosi granata. In serie B sono tutti avvisati, all'Arechi dovranno vedersela con un avversario in più, l'urlo dei dell'Arechi, famoso e temuto anche dai calciatori della massima serie.

Nella finale di Supercoppa la Salernitana non meritava la sconfitta ma, forse, nemmeno la vittoria. Tutti si aspettavano qualcosa in più dai granata che, invece, hanno deluso i loro numerosi e passionali tifosi. La delusione è durata poco ed ha ceduto il passo, ben presto, all'entusiasmo dei festeggiamenti.

Il Sassuolo è stato fortunato ed ha vinto il trofeo che, sinceramente, stava molto a cuore anche ai dirigenti della Salernitana. E' la dura legge dello sport. Alla fine ci deve sempre essere un vincitore ed un vinto. La sconfitta dopo la lotteria dei calci di rigore non è mai facile da digerire. Lascia molto amaro in bocca.

Un piccolo neo alla vigilia della grande festa promozione tenutasi questa sera presso lo stadio Arechi di Salerno che ha fatto ben presto dimenticare a tutti la sconfitta contro gli emiliani ed ha riportato a mille l'entusiasmo dei supporters granata e dell'intera città che si è stretta intorno ai suoi beniamini, osannandoli tra cori, balli, amarcord, colori e fuochi pirotecnici. Una serata indimenticabile che rimarrà a lungo nella mente e nel cuore di chi ha avuto la fortuna di esserci.

La serata, a dire il vero, non ha decollato più di tanto, in termini di entusiasmo, non è stata, cioè, trascinante come ci si aspettava, forse a causa di una scaletta troppo rigida e della eccessiva distanza del palco dagli spalti. Del resto le feste popolari non sono adatte allo stadio; il loro luogo ideale è la Piazza. Piazza della Concordia sarebbe stata sicuramente una location più azzeccata. Bisogna però dire che nel complesso la festa è stata molto piacevole, godibile ed anche apprezzabile per contenuti. La serata è stata presentata da Gaetanop Stella e dalla bella e sensuale Alessia Fabiani, omonima del Direttore Generale della Salernitana. Alessia con la sua simpatia è riuscita a dare calore e colore alla serata che è salita di tono con l'intervento sul palco di Giucas Casella, inviato speciale della trasmissione di Rai2 "Quelli che il calcio..." condotta da Simona Ventura. Ottima e coinvolgente l'esibizione di Umberto Smaila e la sua band, con un mix di canzoni adatte ad una festa popolare. Molto apprezzati i Los Farias, un gruppo di indios della Patagonia in Argentina, che hanno eseguito una serie di canti popolari, insegnando ai tifosi granata un particolare urlo beneaugurante. La loro esibizione, intrisa di musica popolare e folklore, ci è sembrata molto in sintonia con lo spirito della serata. I calciatori si sono divertiti per l'ennesima volta, in quella che sembra, ormai, una festa senza fine. Apprezzata la presenza di molti calciatori granata del passato, i vari Scarnicci, Capone, Chiancone, Pecoraro ed il super bomber Pisano che ha salutato i tifosi portandosi sotto la curva sud. Piacevoli le esibizioni degli artisti, per lo più salernitani, che si sono esibiti sul palco e che hanno fatto sentire la loro voce, aumentando l'orgolio dei loro concittadini, nel nome della "salernitanità". Molto azzeccata l'idea di premiare tutti gli atleti salernitani che si sono distinti nel mondo dello sport, vincendo nelle varie discipline.

Doverosa e meritata la presenza e la passerella del Sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, grande tifoso della Salernitana e di Salerno, che tanto ha fatto per ridare alla città il principe degli stadi, l'Arechi che oggi, grazie ai lavori di adeguamento finanziati dal Comune, può ospitare oltre 30.000 tifosi sugli spalti. Lo stesso Presidente Antonio Lombardi ed il suo amico e Vice, Vittorio Murolo, hanno potuto toccare con mano, ancora una volta, l'entusiasmo dei tifosi e dei calciatori. Anche il freddo e pacato Angelo Fabiani ha abbozzato qualche sorriso, che per un tipo come lui è già tanto. Sul palco anche Mister Brini e lo staff tecnico e societario al gran completo. Assente ingiustificata sul palco l'Addetto Stampa, la sempre verde Cinzia Ugatti. La Ugatti, nota e brava giornalista salernitana, conosciuta ed apprezzata per la sua eleganza e classe è stata sicuramente una delle scelte vincenti del Presidente Lombardi.

A differenza dei festeggiamenti, improvvisati, al termine dell'ultima gara interna del campionato, contro il Pescara, questa volta la serata di gala ha seguito un programma ben preciso ed efficace, sotto l'attenta direzione artistica di Claudio Tortora. Un susseguirsi di cori, entusiasmo, momenti di spettacolo e qualche attimo di commozione, soprattutto nel nome e nel ricordo di un grande campione del passato, Agostino Di Bartolomei, capitano della Salernitana della storica promozione in cadetteria di 18 anni fa, conquistata dopo decenni di purgatorio in serie C, ma anche nel ricordo di Bruno Carmando, storico masseur dei granata. Il picco della commozione si è avuto con la canzone dell'artista salernitano Carlo Grieco, dedicata ai 4 tifosi salernitani deceduti nel rogo del treno, di ritorno dalla trasferta di Piacenza, nell'anno sfortunato della serie A. Bella e significativa l'iniziativa di beneficenza per la piccola Maria Pia, una bambina ammalata gravemente per la quale è stata organizzata una raccolta di offerte tra i tanti tifosi granata. Anche gli steward hanno dato il loro contributo.

Una festa riuscita, quindi, perchè è stata la festa dell'intera città e di tutte le valenze che i salernitani riescono ad esprimere. La serata, pur senza entusiasmare, è riuscita a trasmettere il messaggio più importante: a Salerno, lo sport ed il calcio in particolare hanno un'enorme valenza sociale. La Salernitana e lo stadio Arechi rappresentano un importante momento di aggregazione per tanti giovani, tenendoli lontani da altre tentazioni e dandogli un ideale in cui credere ed un posto in cui divertirsi in piena sicurezza. Nella difficile situazione economica e sociale che oggi viviamo nel nostro paese, caratterizzata da una profonda perdita di valori, avere la possibilità di divertirsi in maniera spensierata, di riunirsi la domenica sotto un comune vessillo, di stare insieme in nome di un ideale sportivo con un obiettivo comune da raggiungere, rappresenta un bene prezioso da salvaguardare a tutti i costi. Complimenti quindi al Sindaco Vincenzo De Luca ed ai dirigenti granata, Lombardi e Murolo, che hanno capito l'importanza del fenomeno calcio a Salerno e con sacrifici e passione stanno realizzando e regalando un sogno ai salernitani.

Ora è il momento di pensare seriamente al futuro. Brini, poco visibile ieri sera nel corso della serata, dopo la sconfitta col Sassuolo e la mancata vittoria nella Supercoppa, si allontana definitivamente da Salerno. L'appuntamento era un sorta di banco di prova per lui. Purtroppo l'ha fallito, anche se la squadra granata è stata piuttosto sfortunata. In serie B la Salernitana avrà, probabilmente, un nuovo tecnico, si parla di Moriero, secondo noi potrebbe essere una buona scelta. Ma anche altri allenatori quali Somma, De Canio, Baldini, Di Carlo, Di Costanzo, abbinati spesso alla squadra granata, potrebbero rappresentare un'ottima scelta. E' importante scegliere un tecnico capace di dare un gioco, una fisionomia tattica ben precisa, capace di far esprimere alla squadra un calcio bello da vedere, divertente, spettacolare e che ottenga risultati attraverso il gioco. Un gioco moderno, corale, veloce, molto atletico e maschio, fatto di pressing, sovrapposizioni sulle fasce, tagli offensivi e diagonali difensive. In giro ci sono tanti tecnici capaci di dare una peculiare impronta tattica alla squadra. Rimaniamo fiduciosi in attesa della scelta della Società affinchè i tifosi possano uscire dall'Arechi soddisfatti non solo per il risultato ma anche per aver assistito ad una bella gara di calcio e ad uno spettacolo degno di tanta passione.

 

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