Probabilmente Brini era stato
già contattato dopo la gara interna col
Crotone dalla Società granata. Le ultime
prestazioni della Salernitana, in particolare
la sconfitta di Gallipoli, avevano già
fatto suonare il campanello d'allarme. In alcuni
casi, vedi la gara di Castellammare di Stabia,
la Salernitana, nonostante prestazioni negative,
era stata aiutata dalla dea bendata riuscendo
a vincere ed a mantenere la vetta con un buon
margine di punti di vantaggio. Il gioco dei granata
era molto semplice. Difesa forte, squadra guardinga
e rinunciataria nella prima frazione di gioco,
per poi venire fuori nel secondo tempo, quando
gli avversari inevitabilmente erano costretti
ad abbassare il ritmo. Squadra lenta e in non
buone codizioni fisiche, consapevole dei suoi
limiti atletici e quindi sparagnina fino all'eccesso.
Ad un certo punto questa scelta tecnico - tattica
non ha dato buoni risultati ed, inoltre, è
apparso chiaro che gli stessi calciatori non erano
più così convinti della giustezza
di tale scelta di gioco ed impostazione. E' iniziato
così uno scollamento tra il tecnico Agostinelli
e la squadra. Qualche problema di spogliatoio,
inoltre, ha iniziato a creare danni nel gruppo.
Forse le troppe voci di mercato, oppure qualche
episodio di intolleranza tra il tecnico e parte
della squadra, comunque stiano le cose, ad un
certo punto si è notato chiaramente che
Agostinelli viveva una situazione difficile, sembrava
teso, preoccupato e nervoso. I veri motivi che
hanno fato precipitare la situazione all'interno
dello spogliatoio granata li conoscono solo i
diretti interessati. Sta di fatto che in questi
casi, quando la rottura tra tecnico e squadra
è insanabile, l'unica soluzione è
mandare via l'allenatore per dare una scossa all'ambiente,
rasserenare gli animi e riportare il sereno nello
spogliatoio.
Adeso tocca a Brini prendere
in mano le redini della squadra, stimolare i calciatori
granata facendogli ritrovare motivazioni e voglia
di vincere. Fabio Brini dovrà lavorare
sopattutto sull'aspetto mentale del gruppo per
poi disegnare uno schieramento tattico adatto
a quest'organico, magari ascoltando anche il parere
dei "senatori" granata. Il neo allenatore
granata dovrà dare un gioco, una determinata
fisionomia alla squadra. I calciatori dovranno
scendere in campo sapendo cosa fare, dovranno
ritrovare il gusto di attuare degli schemi di
gioco validi ed efficaci. Il compito di Brini,
dunque, non è dei più semplici.
Dovrà lavorare sull'aspetto atletico, per
dare velocità, su quello tecnico - tattico,
per dare un gioco e su quello mentale, per dare
motivazioni e mentalità vincente, degne
di una capolista che si rispetti. Il modulo tattico
3-5-2 ci sembra il più adatto all'attuale
organico ed è anche il modulo prediletto
da Brini. Con tre centrali difensivi forti e di
categoria superiore quali Fusco, Cardinale e Troise
ci sembra logico adottare tale schema. Anche il
3-4-1-2 potrebbe rappresentare una valida soluzione
tattica. E' importante che la Salernitana occupi
meglio gli spazi in campo in modo da evitare il
grande vuoto che abbiamo visto esserci fino ad
oggi tra la linea mediana e l'attacco, con i due
centrocampisti centrali schiacciati sulla linea
difensiva, poco mobili e per nulla propositivi.
Divertiamoci ora ad abbozzare una ipotetica formazione
tipo con tali moduli. Pinna - Troise - Fusco -
Cardinale - Tricarico (Barrionuevo) - Mamede (Soligo)
- Di Deo (Giannone) - Ciarcià - Piccioni
(Mammarella) - Di Napoli - Ferraro (Cammarata).
Purtroppo in tale modo sarebbero tendenzialmente
sacrificati i due laterali difensivi Ambrogioni
e Milanese. Ma non è detto che in alcune
partite o circostanze contingenti i due non possano
entrare in campo al posto di Ciarcià e
Piccioni, soprattutto quando si gioca fuori casa
oppure si ha necessità di coprirsi meglio
le spalle. Non va dimenticato, inoltre, che i
due terzini potrebbero anche giocare da centrali
difensivi in caso di necessità. Insomma
anche loro due potrebbero trovare spazio in considerazione
del fatto che il campionato è ancora lungo
e tante battaglie vanno ancora combattute.
Concludiamo la nostra riflessione
con l'augurio di buon lavoro a Fabio Brini, chiedendogli
di rimettere in piedi questa squadra e di farla
correre come una Ferrari in formula uno