Partendo dal presupposto che NON ESISTONO CIBI PARTICOLARI
CHE MIGLIORANO LA PRESTAZIONE, MA SOLO UNA SANA ALIMENTAZIONE
GARANTISCE IL RENDIMENTO OTTIMALE, per ogni disciplina sportiva
devono essere tenute presenti le necessità quantitative
e qualitative degli alimenti e dei principi alimentari. I cibi devono anche:
- avere caratteristiche di igiene;
- essere di facile digestione;
- rispettare le abitudini ed i gusti personali. Pertanto è necessario:
- raggiungere un sufficiente apporto calorico;
- assicurare un ottimale apporto di glicidi, protidi, grassi,
vitamine, sali minerali e acqua;
- condire i cibi in modo da renderli più appetibili possibile.
L’appetibilità ne migliora la digeribilità
e l’assorbimento. A questo concorre anche una sufficiente
masticazione.
La PRIMA COLAZIONE deve essere abbondante e ricca di carboidrati
(pane, fette biscottate, biscotti, ecc.) uniti a latte, caffè,
burro, miele, marmellata, yogurt, un uovo alla coque.
Il PRANZO, non abbondante, necessita di un equilibrio tra
cibi prevalentemente proteici e glicidici. Pertanto riso o pasta
conditi con sughi non grassi, carne o pesce ed una buona porzione
di verdura, preferibilmente cruda e frutta fresca di stagione.
Colazione e pranzo devono garantire una costante disponibilità
di energia per tutto l’arco della giornata.
La CENA, leggera, deve avere contenuti prevalentemente
proteici come carne o pesce, uova, latte e formaggi.
Gli alimenti prevalentemente proteici della cena hanno lo scopo
di ricostituire i tessuti usurati dalla attività fisica
svolta durante la giornata. Ovviamente non deve mancare una minima
quota di glicidi e la verdura e frutta.
In passato sono state proposte DIVERSE STRATEGIE DIETETICHE
tendenti a migliorare l’assorbimento di alcuni principi
alimentari e ad aumentarne le scorte in vista dell’allenamento
o della gara:
- ASSOCIAZIONE DEI CIBI: propone di evitare, nello stesso
pasto, alcune associazioni come quella tra amidi con proteine
di origine animale, tra grassi animali con proteine, tra alcune
proteine, tra alimenti altamente zuccherini con alimenti proteici
ed amidi, tra cibi e bevande acide con proteine ed amidi.
Questo in considerazione delle diverse richieste digestive (enzimi)
di ciascun alimento e, quindi, interferire sulla digeribilità
ed assimilazione ottimale dell’uno o dell’altro principio
alimentare.
È una tesi che non trova d’accordo tutti gli esperti,
che invece sostengono come l’alimentazione deve contenere
tutti gli elementi nutritivi in quanto, il cibo di un solo tipo,
non può soddisfare il fabbisogno degli elementi di base
e di sostanze vitali del nostro organismo. Inoltre, la complementarità
delle pietanze, grazie al loro completo apporto di enzimi e di
vitamine, favorisce una rapida digestione.
- DIETA DISSOCIATA o DIETA DEL MARATONETA: si propone come
obiettivo l'aumento delle scorte di glicogeno prima della gara.
Si inizia sei giorni prima della gara. Nei primi tre giorni vengono
limitati drasticamente i glicidi che invece vengono inseriti abbondantemente
nei tre giorni rimanenti (70% di glicidi nella dieta). Questo
dovrebbe creare un disagio iniziale, compensato subito dopo da
un immagazzinamento in “surplus” (supercompensazione)
di zuccheri (glicogeno muscolare).
Tra gli inconvenienti c’è la ritenzione idrica che
comportano i glicidi nel loro rapporto con l’acqua, quindi
del peso corporeo. Inoltre non sempre è tollerata dagli
atleti.
Infoline: inviate una e-mail
all'Associazione nella sezione contatti
oppure telefonate a (Mauro) 348.8934823 - (Antonio)
328.3146195 - (Enzo) 329.1291037 - (Walter) 349.7793672 - (Roberto)
328.7521132.