Negli ultimi tempi in Italia
stiamo assistendo all'offensiva dell'inciviltà,
della violenza e della delinquenza. Non sempre
si tratta di crimini commessi da malavitosi nel
senso classico del termine. Sempre più
spesso, invece, i responsabili sono dei balordi,
diseredati, disperati, anche italiani ma per lo
più stranieri, comunitari e non, che tentano
di prendersi dalla società civile quello
che loro non hanno e non potranno mai avere (il
danaro, ma non solo, c'è in gioco la dignità,
lo stile di vita, la cultura, le tradizioni, il
calore della famiglia, i principi ed i valori
etici e religiosi).
Il rumeno che
ha rapinato e violentato la donna 47enne romana
e, dopo averla stuprata, l'ha massacra di botte
fino ad ucciderla, non è stato spinto solo
dall'animalesco istinto sessuale, ma ha infierito
su quello che ai suoi occhi rappresentava un esempio
della società civile ed evoluta, ai cui
margini l'assassino, così come tanti suoi
connazionali, è costretto a sopravvivere.
Il problema della disoccupazione
e della nuova povertà,
purtroppo, in Italia sta diventando la nuova emergenza.
Sono tantissimi i giovani italiani, soprattutto
al sud, che non hanno alcuno sbocco lavorativo
e che, appartenendo a famiglie povere e deprivate,
fanno letteralmente la fame. Il sorgere del sole,
al mattino, per molti di loro rappresenta l'ennesima
tortura esistenziale. In tali condizioni è
facile cadere in tentazione e scegliere la strada
del crimine, della droga e, quindi, della disperazione.
Per le strade delle nostre città
si rivedono, numerosi, gli accattoni
che cercano nell'immondizia qualcosa che abbia
un minimo valore, dal cibo ad oggetti vari; non
di rado ci capita di notare cabine telefoniche
divelte dal barbone di turno
alla ricerca di qualche spicciolo. Di recente
si sono registrati casi di persone insospettabili,
pensionati con la pensione minima o giovani universitari
disoccupati, sorpresi a rubare, per lo più
generi alimentari o di prima necessità,
in esercizi commerciali.
Molte famiglie
italiane, monoreddito, fanno
fatica ad arrivare a fine mese con qualche spicciolo
ancora in tasca. I conti correnti bancari di questi
nuclei familiari sono prosciugati ed il debito
con le finanziarie e le banche aumenta a dismisura.
Su tale situazione negativa infieriscono, inoltre,
il caro vita e gli aumenti di
tasse e balzelli vari che, stranamente,
colpiscono sempre i più deboli e poveri,
sfiorando solo di striscio i benestanti ed i ricchi.
Se questa è la fotografia
della situazione economica di una parte della
popolazione italiana, soprattutto al sud, figuriamoci
in quali condizioni vivono gli
immigrati, per lo più provenienti
da aree depresse del mondo, poveri
disperati che arrivano in Italia a bordo di carrette
del mare, stipati come un branco di animali. Il
loro destino è quasi sempre già
scritto: cadere nelle mani della criminalità
(spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione,
ecc), oppure in quelle di negrieri sfruttatori,
sempre più spesso con gli occhi a mandorla,
(sfruttamento della manodopera clandestina, riduzione
in schiavitù, ecc).
Ben venga, quindi, l'iniziativa
del Governo che ha varato il pacchetto
sicurezza in una bozza di disegno
di legge che, speriamo, al più
presto, diventi legge dello Stato.
Ce n'era bisogno, eccome! La sicurezza e l'incolumità
dei cittadini, il diritto di vivere tranquillamente
la propria vita in una società civile e
sicura, vanno garantiti ed assicurati, altrimenti,
in caso contrario, lo Stato può considerarsi
fantasma, defunto, inesistente.
Speriamo, però, che il
Governo italiano, quello attuale e quello futuro,
a prescindere dal colore politico, sappia affrontare
e risolvere anche e soprattutto i
gravi problemi dell'economia italiana,
che sta affondando e trascinando la popolazione
nel baratro della povertà e degli stenti.
La criminalità si combatte non solo con
la prevenzione e repressione
da parte delle Forze dell'Ordine o con l'inasprimento
delle pene, ma si combatte essenzialmente
eliminando il terreno fertile del crimine, rappresentato
dalla povertà, dal
disagio giovanile, dalla disoccupazione
nonché dalla debolezza dello Stato, nel
caso in cui non sia più in grado di assistere,
incentivare, intervenire e risolvere i problemi
della gente.
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di Legge sul Pacchetto
Sicurezza.
Roberto Trucillo
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