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OMICIDIO CESARANO TRA L'OMERTA' E L'INDIFFERENZA GENERALE
violenza bullismo13 agosto 2007 - Salerno

Una società può essere considerata civile quando è in grado di garantire ai cittadini la libertà di poter vivere, lavorare e divertirsi serenamente, senza eccessive preoccupazioni sul piano della sicurezza pubblica. I segni di inciviltà, invece, si possono cogliere quando camminare per le strade, soprattutto nelle ore serali, risulta pericoloso, così come appare rischioso frequentare le discoteche ed i locali notturni o, ancora peggio, si diffonde la sensazione di insicurezza a scuola, dove imperversano i bulli, oppure tra le mura domestiche e nei luoghi di lavoro, soprattutto esercizi pubblici e studi professionali, spesso violati da pericolosi ladruncoli o rapinatori incalliti.
Le nuove generazioni (almeno una parte, purtroppo consistente) sembrano avviate verso l'assuefazione alla violenza ed ai fenomeni criminali. La devianza giovanile, la tossicodipendenza ed il bullismo che spesso sfocia in teppismo, sono il terreno fertile della criminalità. Sempre più spesso le nuove reclute della malavita provengono da questo disagiato substrato sociale. L'aumento di questo trend negativo è esponenziale alle colpe ed agli errori delle generazioni più adulte, dei genitori e degli educatori in genere, compresi i politici e la classe dirigente del paese. Probabilmente, in molti casi, chi avrebbe dovuto aiutare i ragazzi a crescere si è defilato, non è stato all’altezza o, semplicemente, non ha avuto tempo da dedicargli.
Sta di fatto che oggi, a Salerno, piangiamo la morte assurda ed orrenda, avvenuta la notte tra venerdì e sabato scorso, di un ragazzo 21enne, con all’orizzonte un futuro che era tutto da costruire, conquistare, godere. Morte assurda perché quanto accaduto questa notte non ha senso, orrenda perché il ragazzo è stato ucciso da un branco di belve inferocite con una violenza inaudita e disumana.
Raffaele Cesarano è stato giudicato “colpevole” e quindi meritevole di pagare con la perdita della propria vita, davanti ad una discoteca di Vietri sul Mare, luogo di divertimento e spensierata gioia di vivere, solo per aver difeso la sua ragazza dalle “avance” del “bullo”di turno.
Raffaele, in realtà, ha avuto l’unica “colpa” di trovarsi nel posto sbagliato, al momento sbagliato, incrociando il proprio destino con quello di un branco di assassini, senza scrupoli e senza coscienza che, normalmente, girano con coltelli in tasca (qualche volta con pistole), pronti a sfoderarli per minacciare ed offendere la dignità ed il diritto di vivere altrui.
E’ di oggi la notizia di un giovane balordo, violento ed ubriacone di Sala Consilina che, in un’area di servizio dell’Autostrada A3, nel corso di una lite, causata da futili motivi, ha strappato a morsi il labbro inferiore di un suo coetaneo, sputandolo poi per terra e, non contento, inseguendolo fin dentro il bagno del motel, dove la vittima si era rifugiata, tentando di sfondare la porta per portare a termine la sua azione violenta e dissennata.
E che dire dei due giovani piloti dell’elicottero che, recentemente, sono morti in servizio, a Marina di Camerota, per un incidente in volo; i due volontari dell’Humanitas stavano dando il loro contributo contro gli incendi dolosi, per evitare la distruzione di ettari di bosco e macchia mediterranea, stavano aiutando la natura a difendersi dai nuovi barbari piromani, stavano tendendo una mano alla società civile, stufa di vedere lo scempio delle montagne incendiate. I beceri piromani sono i loro veri assassini. Ed ovviamente lo sono a maggior ragione anche i mandanti dei piromani.
I Carabinieri che indagano sull’assassinio di Vietri sul Mare hanno messo in risalto l'omertà, (la gente che ha visto non parla, non collabora), la stessa omertà e forse indifferenza che ha consentito al branco di assassini di agire indisturbato (chi ha visto non è intervenuto); tale realtà dei fatti rappresenta una sentenza di condanna quasi definitiva nei confronti della nostra comunità, che ormai assiste passivamente anche ad episodi così gravi e violenti, con indifferenza ed una sorta di rassegnazione.
E’ ora che i salernitani reagiscano con forza. Non è possibile affidare le gravi problematiche sociali della nostra comunità sempre e solo agli altri, alle Istituzioni, alle Forze dell’Ordine, lamentandone l’inefficienza, aspettando che qualcuno dall’alto risolva i problemi. Una comunità di persone civili e coraggiose deve essere capace di fare autocritica, liberarsi del marcio, ripulirsi dal suo interno, isolare i violenti ed i delinquenti consegnandoli alla Giustizia.
E’ chiaro che le Istituzioni vanno stimolate, pungolate, sono tenute ad agire per assicurare il benessere e la sicurezza ai cittadini salernitani, ma senza l’aiuto e la collaborazione attiva di questi ultimi l’obiettivo appare difficilmente raggiungibile.

Roberto Trucillo

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