Una società
può essere considerata civile
quando è in grado di garantire ai cittadini
la libertà di poter vivere, lavorare e
divertirsi serenamente, senza eccessive preoccupazioni
sul piano della sicurezza pubblica.
I segni di inciviltà, invece, si possono
cogliere quando camminare per le strade, soprattutto
nelle ore serali, risulta pericoloso, così
come appare rischioso frequentare le discoteche
ed i locali notturni o, ancora peggio, si diffonde
la sensazione di insicurezza a scuola, dove imperversano
i bulli, oppure tra le mura domestiche e nei luoghi
di lavoro, soprattutto esercizi pubblici e studi
professionali, spesso violati da pericolosi ladruncoli
o rapinatori incalliti.
Le nuove generazioni (almeno
una parte, purtroppo consistente) sembrano avviate
verso l'assuefazione alla violenza
ed ai fenomeni criminali. La devianza
giovanile, la tossicodipendenza ed il
bullismo che spesso sfocia in teppismo, sono il
terreno fertile della criminalità. Sempre
più spesso le nuove reclute della malavita
provengono da questo disagiato substrato sociale.
L'aumento di questo trend negativo è esponenziale
alle colpe ed agli errori delle generazioni più
adulte, dei genitori e degli educatori in genere,
compresi i politici e la classe dirigente del
paese. Probabilmente, in molti casi, chi avrebbe
dovuto aiutare i ragazzi a crescere si è
defilato, non è stato all’altezza
o, semplicemente, non ha avuto tempo da dedicargli.
Sta di fatto che oggi, a Salerno, piangiamo la
morte assurda ed orrenda, avvenuta
la notte tra venerdì e sabato scorso, di
un ragazzo 21enne, con all’orizzonte un
futuro che era tutto da costruire, conquistare,
godere. Morte assurda perché quanto accaduto
questa notte non ha senso, orrenda perché
il ragazzo è stato ucciso da un branco
di belve inferocite con una violenza inaudita
e disumana.
Raffaele Cesarano è stato giudicato “colpevole”
e quindi meritevole di pagare con la perdita della
propria vita, davanti ad una discoteca di Vietri
sul Mare, luogo di divertimento e spensierata
gioia di vivere, solo per aver difeso la sua ragazza
dalle “avance” del “bullo”di
turno.
Raffaele, in realtà, ha avuto l’unica
“colpa” di trovarsi
nel posto sbagliato, al momento sbagliato, incrociando
il proprio destino con quello di un branco di
assassini, senza scrupoli e senza coscienza che,
normalmente, girano con coltelli in tasca (qualche
volta con pistole), pronti a sfoderarli per minacciare
ed offendere la dignità ed il diritto di
vivere altrui.
E’ di oggi la notizia di un giovane balordo,
violento ed ubriacone di Sala Consilina
che, in un’area di servizio dell’Autostrada
A3, nel corso di una lite, causata
da futili motivi, ha strappato
a morsi il labbro inferiore di un suo coetaneo,
sputandolo poi per terra e, non contento, inseguendolo
fin dentro il bagno del motel, dove la vittima
si era rifugiata, tentando di sfondare la porta
per portare a termine la sua azione violenta e
dissennata.
E che dire dei due giovani piloti dell’elicottero
che, recentemente, sono morti in servizio, a Marina
di Camerota, per un incidente in volo;
i due volontari dell’Humanitas
stavano dando il loro contributo contro gli
incendi dolosi, per evitare la distruzione
di ettari di bosco e macchia mediterranea, stavano
aiutando la natura a difendersi dai nuovi barbari
piromani, stavano tendendo una mano alla società
civile, stufa di vedere lo scempio delle montagne
incendiate. I beceri piromani sono i loro veri
assassini. Ed ovviamente lo sono a maggior ragione
anche i mandanti dei piromani.
I Carabinieri che indagano sull’assassinio
di Vietri sul Mare hanno messo in risalto l'omertà,
(la gente che ha visto non parla, non collabora),
la stessa omertà e forse indifferenza
che ha consentito al branco di assassini di agire
indisturbato (chi ha visto non è intervenuto);
tale realtà dei fatti rappresenta una sentenza
di condanna quasi definitiva nei confronti della
nostra comunità, che ormai assiste passivamente
anche ad episodi così gravi e violenti,
con indifferenza ed una sorta di rassegnazione.
E’ ora che i salernitani reagiscano
con forza. Non è possibile affidare
le gravi problematiche sociali della nostra comunità
sempre e solo agli altri, alle Istituzioni, alle
Forze dell’Ordine, lamentandone l’inefficienza,
aspettando che qualcuno dall’alto risolva
i problemi. Una comunità di persone civili
e coraggiose deve essere capace di fare autocritica,
liberarsi del marcio, ripulirsi dal suo interno,
isolare i violenti ed i delinquenti consegnandoli
alla Giustizia.
E’ chiaro che le Istituzioni vanno stimolate,
pungolate, sono tenute ad agire per assicurare
il benessere e la sicurezza ai cittadini salernitani,
ma senza l’aiuto e la collaborazione attiva
di questi ultimi l’obiettivo appare difficilmente
raggiungibile.
Roberto Trucillo
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