Dopo gli esordi nel campo della
fotografia, segnati in particolare dall’indagine
sui rapporti tra colore fotografato e colore dipinto,
l’artista tedesca ha incentrato la sua ricerca
sull’esperienza del colore, distaccandosi
progressivamente dai soggetti rappresentati per
procedere in direzione di un’astrazione
che trova un significativo collegamento con la
pittura minimalista americana. Su queste basi
anche i lavori che si confrontano con pittori
o capolavori della storia dell’arte –
da Giotto a Goya, da Mantegna a El Greco - restituiscono
gli accordi cromatici che connotano l’arte
del pittore citato e ne contraddistinguono lo
stile.
In esposizione presso la galleria salernitana
dieci opere recenti di Nataly Maier. Si tratta
sempre di lavori composti da due moduli affiancati
l’uno all’altro, entrambi monocromi,
ma realizzati con tecniche diverse: l’elemento
superiore è un pannello in alluminio trattato
con vernice a smalto che crea una stesura perfettamente
uniforme, sui cui è scritto il nome dei
pittori o delle opere con cui l’artista
tedesca si confronta; quello inferiore è
dipinto a mano con pigmento ad olio o tempera
all’uovo, conformemente alle tecniche tradizionali
della pittura, di cui conserva le imperfezioni
fisiologiche.
Tra le opere in mostra si segnalano: il lavoro
dedicato a Giotto dove il blu intenso della parte
superiore dell’opera – superficie
laccata e specchiante – dialoga con il giallo
opaco della tela inferiore dipinta a mano, che
rinvia agli affreschi della Cappella degli Scrovegni;
o il lavoro dedicato a “La maja vestida”
di Goya, in cui al verde della parte superiore
si affianca una superficie gialla attraversata
da un reticolo nero, che “cita” la
trama dello scialle indossato dalla protagonista
del dipinto dell’artista spagnolo.
Orario galleria: lunedì/venerdì:
16.30-20.30; sabato: 10.30-13.00; 17.00-21.00
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