Interessante iniziativa promossa
da alcuni Comuni Picentini che
hanno unito gli sforzi, anche economici, promuovendo
un progetto di monitoraggio ambientale per valutare
l'impatto dell'emergenza rifiuti e del problema
dell'inquinamento sul territorio e, quindi, sulla
salute dei cittadini.
La realizzazione dell'ambizioso progetto,
presentato mercoledì 30 gennaio 2008 presso
la sala consiliare del Comune di Giffoni
Sei Casali, è stata affidata ai
ricercatori dell'Università Federico II
di Napoli. La conferenza stampa è iniziata
alle ore 18,30 con il discorso del Sindaco
locale, Gerardo Marotta, che
è entrato subito nel vivo del problema,
affermando che l'idea di lanciare il progetto
di monitoraggio è scaturita dalle forti
preoccupazioni dei cittadini per i possibili danni
alla salute causati da molte concomitanti
criticità ambientali, quali le vicine discariche
di Parapoti, Sardone ed Ostaglio, l'ingombrante
e deturpante presenza del cementificio e delle
fonderie Pisano, nonché la presenza di
vecchie discariche, ora chiuse, ma che non sono
mai state bonificate e continuano a disperdere
nel terreno, e quindi nelle falde acquifere e
nei corsi d'acqua, sostanze altamente tossiche.
Un mix micidiale di inquinamento che va a colpire
contemporaneamente i tre elementi essenziali dell'ambiente:
la terra, l'acqua e l'aria. In tale già
preoccupante situazione, la paventata possibilità
che, alle falde dei Monti Picentini, possano essere
allocati il termovalorizzatore
e la centrale termoelettrica,
della cui realizzazione si è fatto paladino
il Sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, pone
le comunità e le istituzioni locali di
fronte ad un serio interrogativo: fino a quando
si potrà continuare a violentare questa
zona, immettendovi ogni sorta di veleni, senza
correre il rischio di causare un disastro ambientale?
Il Sindaco ha concluso il suo intervento sottolineando
come, per la maggior parte dei comuni picentini,
le principali risorse economiche siano l'agricoltura,
l'accoglienza, l'ospitalità e l'enogastronomia,
attraverso la valorizzazione degli eccellenti
prodotti tipici locali.
Localizzare in questa zona, quindi, tante fonti
inquinanti significherebbe mettere in ginocchio,
anche economicamente, le comunità locali
che pagherebbero un pesante dazio all'emergenza
rifiuti e si vedrebbero penalizzate nonostante
il fatto che, già dall'anno 2001, effettuano
la raccolta differenziata con una percentuale
del 70%, tra le più alte in Italia.
La presentazione del piano di monitoraggio ambientale
è stata fatta dal Prof. Luciano
Ferrara, docente di chimica dell'ambiente
presso l'Università Federico II
di Napoli che ha evidenziato il notevole
aumento, negli ultimi 25 anni, della produzione
mondiale di spazzatura che, a parità di
popolazione, è raddoppiata (aumento del
100%), anche a causa del problema degli eccessivi
imballaggi utilizzati dalle industrie e dalle
aziende commerciali.
Per la nostra regione Ferrara ha evidenziato tre
problemi emergenti: 1) l'eccessivo numero di discariche;
2) l'esistenza di discariche abusive prive di
misure di sicurezza e controlli; 3) l'assenza
di progettazione per lo smaltimento dei rifiuti
e la lentezza nell'affermare la raccolta differenziata.
Dopo aver sottolineato le conseguenze negative
del termovalorizzatore sull'ambiente, in termini
di inquinamento, il docente universitario ha affermato
che un attento monitoraggio ambientale, con rilievi
periodici in stazioni di campionamento predeterminate,
anche con l'ausilio di un apparecchio di circa
20 kg di peso che aspira l'aria e campiona le
polveri, sia un utile strumento per poter intervenire
in tempo reale in caso di criticità.
Il Prof. Ferrara ha concluso precisando che lo
studio ambientale commissionatogli dai comuni
picentini dovrà necessariamente raccordarsi
con gli studi a più largo raggio fatti
dall'ARPAC e da altri Enti, competenti in materia.
L'Assessore all'ambiente di Montecorvino
Rovella, Raffaele Falcone,
ha criticato la scelta di far fronte all'emergenza
rifiuti con la tecnica dell'incenerimento che
provoca inquinamento ambientale, consumando ossigeno
ed immettendo CO2 ed altre sostanze tossiche nell'aria.
L'assessore ha continuato la sua riflessione sottolinenado
come incenerire la spazzatura rappresenti anche
uno spreco di energia e di risorse, in considerazione
del fatto che molti materiali contenuti nei rifiuti
solidi urbani sarebbero riciclabili (vetro, ferro,
legno, carta, plastica, ecc.). La strada da seguire,
quindi, è quella del "recupero"
e del "riciclo", realizzabili grazie
ad una seria e costante politica di raccolta differenziata.
Rosetta Sproviero, Vice Sindaco di Montecorvino
Pugliano, ha riferito che nel territorio
comunale puglianese esistono ben due discariche
a cielo aperto, Parapoti e Colle Baroni, nonché
diverse cave estrattive che immettono nell'aria
una notevole quantità di polveri sottili.
La Sproviero ha affermato, inoltre, che recenti
studi ambientali hanno accertato un notevole livello
di inquinamento e la presenza di metalli pesanti
nelle falde acquifere e nei pozzi del ridente
paese picentino, concludendo il suo intervento
con l'invito, rivolto al Sindaco di Salerno, Vincenzo
De Luca, a realizzare il termovalorizzatore nel
cuore della città di Salerno e non alle
pendici dei Monti Picentini.
E' stata poi la volta di Attilio Naddeo,
Sindaco di San Cipriano Picentino
che ha sottolineato la crescita culturale delle
comunità locali, capaci di una iniziativa
progettuale così importante, cosa che non
avvenne, ad esempio, 30 anni fa, quando fu costruito
il "mostro" cementificio. Naddeo e poi
passato ad analizzare l'incontro avuto con Vincenzo
De Luca, insieme ad altri Sindaci di paesi limitrofi,
il 15 gennaio u.s., nel corso del quale è
stata data la disponibilità alla realizzazione,
in provincia di Salerno, del termovalorizzatore,
senza ostruzionismi o preclusioni di sorta, per
una questone di concretezza e in ossequio al senso
di responsabilità a fronte della grave
emergenza rifiuti che sta mettendo in ginocchio
la Regione Campania. Dalla sala, gremita di cittadini
e rappresentanti di associazioni ambientaliste
di varie istituzioni ed enti, a questo punto si
sono levate vibrate proteste, con qualche invettiva
di troppo, nei confronti del Sindaco, accusato
di fare il gioco di De Luca, per piaggeria ed
interesse. Attilio Naddeo ha risposto ai suoi
accusatori, affermando che la scelta della locazione
dove sorgerà l'inceneritore sarà
fatta da una apposita commissione per l'impatto
ambientale che darà ampie garanzie tecnico
- scientifiche ed ha precisato, inoltre, che il
termovalorizzatore inizierà a funzionare
solo se, frattanto, la raccolta differenziata
avrà raggiunto un livello alto nell'intera
provincia e non solo negli attuali 33 Comuni pilota.
Ha concluso l'interessante e vivace dibattito
il Vice SIndaco di Giffoni Sei Casali,
Rosario D'Acunto, il quale ha
puntualizzato che il progetto di monitoraggio
parte da lontano e non è legato alla attuale
emergenza rifiuti in Campania. D'Acunto ha detto
a chiare lettere, inoltre, che l'unica strada
percorribile per uscire dall'emergenza ed assicurare
un futuro salutare per l'ambiente è la
raccolta differenziata che, se fosse attuata da
tutti con buona percentuale ed abbinata ad una
sana politica di recupero e riciclo, renderebbe
inutile la costruzione di termovalorizzatori per
mancanza di materia prima da incenerire.
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