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Convegno a Sieti su “La santità cristiana: l’esperienza di Giovanni Palatucci”
giovanni palatucciNel Paese Albergo evento di straordinaria intensità umana e culturale

Nel Paese Albergo evento di straordinaria intensità umana e culturale: a Sieti, giovedì 21 p. v. , alle ore 18. 00, presso la Sede del Club del Borgo, in Piazza Albori, pubblico Convegno su “La santità cristiana: l’esperienza di Giovanni Palatucci”. Sarà ripercorsa l’eccezionale testimonianza del “penultimo questore di Fiume italiana”, la città dell’Istria che passò alla Jugoslavia di Tito con il trattato del 10 febbraio 1947. Giovanni Palatucci, nato a Montella (AV), il 29 maggio 1909, è protagonista, con lo zio Giuseppe Maria, Vescovo di Campagna, della salvezza di migliaia di ebrei destinati ai campi di concentramento voluti da Hitler. E’ la vicenda di un uomo che rappresenta la gloria di una terra, le cui tradizioni di pace e di umanità nella famiglia Palatucci hanno raggiunto un indelebile splendore umano. Nello stesso tempo è la storia tragica dell’Europa vittima della violenza nazista e del potere fascista che si macchiò della promulgazione delle leggi razziali. Ai partecipanti al Convegno porteranno il loro saluto, Maria Pia D’Acunto Tedesco, Delegata dell’Associazione Club del Borgo, ed il Sindaco di Giffoni Sei Casali, Gerardo Marotta. Le relazioni saranno tenute da Padre Stefano Stano c. f. m., Postulatore della Causa di Canonizzazione di Giovanni Palatucci, e dal Questore di Salerno, Vincenzo Roca. Oltre alla testimonianza di Miriana Tramontina, sono previsti, altresì, gli interventi di Carmine Granito, Addetto Stampa Comitato Palatucci, e Dorotea Scafuri. Modererà l’incontro Marzia Fortino. L’evento culturale è promosso dal Club del Borgo, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Giffoni Sei Casali ed il Comitato Giovanni Palatucci di Campagna. “Con grande onore, ha affermato il Sindaco Gerardo Marotta, ospitiamo questo appuntamento di estrema rilevanza morale e culturale. Sono certo che i contenuti dell’incontro contribuiranno ad arricchire il tessuto umano e civile della nostra comunità, evidenziando valori e sentimenti per una rinnovata convivenza sociale. Si tratta di un messaggio, ha concluso Marotta, che interpella tutti noi, spronandoci a lavorare per il bene comune, secondo le dimensioni ordinarie della propria vita quotidiana”.

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