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L'esercizio del disegno: Il novecento, alla Galleria d'arte Il Catalogo

un disegno di carlo carrà In mostra durante il mese di febbraio 2009

L’esercizio del disegno secondo i Maestri del Novecento Italiano. Grande attesa per l’evento di febbraio proposto dalla galleria Il Catalogo di Lelio Schiavone e Antonio Adiletta che riunirà ben 22 firme dell’arte italiana.

Quella del disegno è un'arte antica, forse la più antica, come espressione primaria dell'empito creativo umano, come forma immediata di espressione figurativa, dai graffiti della preistoria ai suoi usi "professionali", come fase preparatoria di un prodotto artigianale che risale all'arte egizia; tra il suo carattere strumentale e funzionale alla creazione di altra forma artistica (come da taluni si sostiene, fino al Tre-Quattrocento; ma i "taccuini" di Gentile da Fabriano e di Jacopo Bellini stanno a testimoniare che i "quadri disegnati" erano opere compiute e non "preparatorie") e la sua emancipazione come forma originale ed autonoma di espressione artistica (che avviene nel XVI secolo), il disegno ha una sua storia lunga millenni.

In tempi più vicini all'età moderna, parallelo all'estendersi del fenomeno del collezionismo fu il perfezionarsi di alcune tecniche, quali il pastello, molto efficace nei ritratti, l'acquerello, privilegiato dai paesaggisti, e la matita a grafite, caratteristica dei disegni puristi e nazareni. Non tramontano comunque, quelli eseguiti a carboncino o a penna, adatti tanto alla collaudata caricatura quanto al vedutismo e agli schizzi scenografici.

un disegno di giorgio morandiE nel Novecento? E' opinione critica diffusa che già nella seconda metà del secolo precedente l'arte del disegno entri in crisi, sia per la diffusione della litografia sia per la decadenza dell'insegnamento accademico; e che nel secolo appena concluso, anche se Picasso e Klee continueranno ad esaltare questa forma creativa, il disegno sia andato generalmente a rifugiarsi nei campi della cartellonistica, della pubblicità, dell'architettura e dell'industrial design.

A smentire però questo assunto, guardando in particolare alla produzione novecentesca italiana, occorre un approfondimento, lungo il percorso di tanti protagonisti, attraverso i quali tra persistenza di forme e nuovi materiali, comunque ritenuti ideativi e quindi esempio di bozza, tutto il Novecento propone l'infinita possibilità di nuove e più immediate formule. Anzitutto sparisce, quasi completamente l'idea del disegno preparatorio, quella fase che sino a fine Ottocento diveniva prima regola in cui si giocava il ruolo dell'accademismo". Ma già a cavallo dei due secoli si potrà notare un persistere della tradizione basata sullo studio preparatorio di fronte all'incalzare delle nuove esigenze, irradiate dalle irrompenti tendenze artistiche d'oltralpe, di un segno più immediato, espressione assoluta di un opera in sé già "conclusa".

Questo il tema dell’atteso evento di febbraio che proporrà la galleria Il Catalogo ventidue firme del Novecento italiano tra cui Carlo Carrà e Giorgio Morandi. Una raffinata e significativa scelta quella di Lelio Schiavone e Antonio Adiletta, che farà comprendere attraverso forme, segni, disegni e sfumature le proposte intellettuali, le correnti di pensiero artistico, la ricerca della forma e della figura che caratterizza il percorso comunicativo del Novecento italiano.

02.02.2009 - 20.50

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