Antonio Florio e l’esplosione
dei ritmi sudamericani
Domenica 15 febbraio serata latina al Solluan di
Cava de’ Tirreni, per l’appuntamento
mensile del cartellone del locale metelliano con
il sassofonista salernitano
“L’immensa varietà delle musiche
popolari dei Carabi e dell’America latina
evoca i rami della mangrovia, l’albero che
cresce lungo la costa frastagliata delle regioni
tropicali del Nuovo Mondo. Tutti i rami nascono
da un tronco e da radici comuni, ma ogni ramo produce
nuove radici e, pur rimanendo attaccato al tronco,
si sviluppa indipendentemente. Alcuni rami diventano
spessi quanto il tronco principale, ma, restano
collegati gli uni agli altri per scambiarsi la linfa
vitale. Tutti ricevono il flusso vivificante delle
radici centrali, a volte fertilizzate da nuovi contributi”.
E’ questa una intensa immagine del sassofonista
Bill Bergman, per schizzare l’esplosione dei
ritmi caraibici sin dall’irruzione dei Conquistadores
nella musica occidentale, una contaminazione che
sarà il tema del concerto del M° Antonio
Florio, che per l’appuntamento mensile al
Solluan di Cava de’ Tirreni, ospite di Armando
Ferraioli, domenica 15 febbraio, dalle ore 22,30,
proporrà una serata interamente dedicata
alla musica sudamericana.
Si partirà con la rivoluzione
della bossa-nova un termine che significa “aggeggio
nuovo”, un aggeggio esteticamente violento
in Brasile, perché così fortemente
ricco in musicalità, creatività e
sentimento filosofico. Un tenor sax del livello
di Antonio Florio, non può non guardare al
grande “Stanny”, Stan Getz, i cui temi,
firmati da Tom Jobim, non mancheranno di una certa
componente di Hazardous, esprimendosi in quella
lingua e in quel ritmo, così fascinosamente
amalgamati, per incontrare il jazz vibrante, in
un complesso esercizio di traduzione, composizione
e interpretazione, intrecciato in due moods, dominati
da puzzle formati da coordinate di reperti che,
incrostano il contenitore musicale del sassofonista
salernitano, impossibili da gerarchizzare, ma di
semplice comunicabilità, che offriranno la
percezione di un ordine capace di catalogare sentimento
e sensazioni, riconducendoci in un micro-universo
risolto e funzionante.
Passaggio in Argentina con il
tango, in cui giocherà sul profondo contrasto
dinamico, in un moto tutto barocco di tensione e
distensione esteso sia alla minima frase che all'intera
composizione, per sottolineare quei momenti regolarmente
ed emozionalmente in bilico – dato caratterizzante
della musica argentina – fra un lirismo allentato
e dolente, talora fino alla rarefazione, e picchi
di alta drammaticità e forza penetrativa.
Gran finale con l’omaggio a Cuba l’isola
nella musica o della musica, grandi pezzi di terra
circondata dal mare, che trovano nella propria identità
una incredibile forza creativa. E’ un’isola
che è allo stesso tempo un luogo isolato,
dai confini netti e non modificabili, dove certe
energie sembrano concentrarsi ed esplodere. Ma è
anche un luogo esposto a tutte le rotte, grandi
stazioni simboliche di percorsi che attraversano
i mari. Un’isola che è abituata a ricevere,
ad accogliere l’elemento straniero e ad assorbirlo,
fino a trasformarlo in qualcosa di proprio. Ma che
si chiami son, o salsa, mambo o cha cha, o come
si voglia, Cuba è musica che racconta della
vita, che celebra il ritmo del corpo.
E’ una musica strutturata
per raccogliere energia, per comunicarla, “dividerla”
e restituirla collettiva attraverso la danza. E’
una musica che non separa mai il divertimento e
l’ “impegno”, anche quando è
apparentemente priva di significati, è la
musica dell’ “Incontro”, alla
quale è stata affidata il gran finale della
serata con un tributo ad una delle sue massime trombe,
Arturo Sandoval, per chiudere con l’atteso
momento enogastronomico, dedicato all’oro
del Mare Nostrum, innaffiato dai grandi bianchi
campani.
Ingresso su prenotazione
– info.:329/6110652 – 089/349033 - solluan@alice.it
05.02.2009
- 21.20