Salerno,
mercoledì 25 febbraio, Galleria Il Catalogo,
ore 18,30
Presentano il volume Mario
Carotenuto e Diego De Silva
Introduce Maria Giustina Laurenzi
La tradizione dell’ elzeviro
nel sentire di Lorenzo Gigliotti
Il florilegio di articoli scritti
che Lorenzo Gigliotti ha pubblicato negli anni del
suo soggiorno newyorkese, raccolti nel volume “Semi
– 44 riflessioni critiche”pubblicati
dalle edizioni Plectica nel dicembre dello scorso
anno, verrà presentato mercoledì 25
febbraio, alle ore 18,30, presso la galleria d’arte
Il Catalogo. Tra le mura dello storico spazio espositivo
di Lelio Schiavone e Antonio Adiletta, che ospitano
il segno di 22 firme del Novecento Italiano, Mario
Carotenuto, Diego De Silva e Maria Giustina Laurenzi,
relazioneranno sul volume del quale l'America, è
una delle chiavi di lettura sia dal punto di vista
del reciproco rapporto mitopoietico con la vecchia
Europa, che da quello socioantropologico che lega
e differenzia i due mondi.
Se per Wittgenstein "il mondo è tutto
ciò che accade" e "ciò che
accade, il fatto, è il sussistere di stati
di cose", ecco trovata forse, la chiave per
capire questo raccontare di Lorenzo Gigliotti, senza
enfasi, questo ancorarsi ai fatti, questo prescindere
- senza parere di volerlo fare - dalla sensatezza
di ciò che accade. E ciò che accade
è rifrazione mai interamente compresa del
susseguirsi di fatti, "sussistere" continuo
"di stati di cose" che trovano nel loro
essere cosa "che accade" la ragione logica
del loro esistere. L’autore si lascia e ci
lascia vivere un po' in tutte le vicende, tanto
più accentuando quanto più l'autore
vi si coinvolge in riferimenti anche auto-biografici,
lasciandoci riscoprire il piacere dell’elzeviro
che sta scomparendo dalle pagine di quasi tutti
i giornali su cui ha furoreggiato per gran parte
del ‘900. L’elzeviro letteralmente è
un carattere tipografico, ma non è questa
l’accezione con cui si è fatto conoscere
al piccolo grande pubblico dei lettori di quotidiani.
Dire che i suoi fasti hanno toccato il cielo, specie
quando la stampa, prima dell’avvento della
televisione e poco prima (o durante) quello della
radio, era la principale fonte di informazione e
riflessione, è troppo poco. Dire che è
stata l’anima della terza pagina, il pezzo
di fondo, «prosa d’arte, polemica o
recensione che fosse», non basta ancora. C’è
molto di più. Nella sua storia e nel suo
significato c’è uno spaccato della
sensibilità culturale di un popolo. Leggendo
queste 44 riflessioni critiche, non solo lo specialista,
ma anche chi abbia minimamente a cuore certo giornalismo
culturale e tragga piacere nel soffermarsi su quei
sempre più rari articoli, avrà un
po’ l’impressione di entrare in uno
di quei Caffè che, per molto tempo, sono
stati insieme, luoghi di mondana distrazione o perdizione
e fecondi teatri di dibattito culturale; nei casi
migliori, luoghi germinali, “Semi” di
versi e di pensiero, originalità questa,
tutta ed esclusivamente italiana.
Ingresso libero
23.02.2009
- 20.55