Amleto contemporaneo.
“Ho udito che delle persone
colpevoli, assistendo ad una rappresentazione, a
causa dello stesso artificio messo in scena, furono
così turbate fin dal profondo dell’anima
da confessare pubblicamente e senza indugio i loro
crimini. La rappresentazione del dramma sarà
la cosa con cui coglierò in trappola la coscienza
del re”
(W.Shakespeare, Amleto, II,2)
L’occasione per la messa
in scena dell’Amleto è il 60° anniversario
del festival teatrale shakespeariano al Teatro romano
di Verona (1-5 luglio 2008).
La tournee estiva prevede di presenziare
ad altri prestigiosi festival nazionali (Pietrasanta,
Taormina) e quella invernale che partirà
da gennaio 2009 toccherà le maggiori città
italiane.
All’interprete principale
Alessandro Preziosi, Khora.teatro ha voluto affiancare
Armando Pugliese per la regia e una compagnia di
giovani e meno giovani attori di talento.
Mettere in scena Amleto è
un tentativo di raccontare con parole potenti come
sono quelle di Shakespeare qualcosa che ci riguarda
e che riguarda il tempo che stiamo vivendo, il nostro
tempo.
Contro il malcostume del nostro
tempo il principe di Danimarca ci mostra il suo
lato più debole, aggirare la realtà,
rifugiarsi nella sua fragilità, ma consegna
allo spettatore una chiave che deve aprire porte
rispetto alle quali lo stesso Amleto rimane nascosto.
Forza e debolezza, impulsività
e calcolo, sensibilità e riflessione: tutto
é estremo in lui, che con il suo idealismo
si pone sulla scena a testimoniare, assieme a un
dramma personale, i conflitti e le aspirazioni di
ogni giovane contemporaneo che abbia una concezione
dell’esistenza e intanto debba sperimentarne
la corruttibilità.
La tragedia classica riscopre la
sua forza e la sua attualità, nella non banale
coincidenza con la ricorrenza del quarantennale
del’68, sottolineando il tema dell’atavico
conflitto tra “padri” usurpatori e figli:
i primi che non accettano il cambiamento e impongono
ai giovani una società ormai superata, e
le nuove generazioni che tentano di non farsi sopraffare
da aspettative esagerate e ambizioni irraggiungibili.
Note di Regia
Se parti da un dubbio
arriverai ad una certezza.
Assunto baconiano che può
servire da premessa ad una realizzazione dell' Amleto.
Quale contributo può una
regia che non sia meramente esecutiva dare all'approfondimento
di questo testo shakespeariano, cercando di evitare
le giacche e le cravatte come paravento di un ipotetica
modernità?
Noi ci proviamo cercando di evidenziare
il “gap culturale” che separa Amleto
e i suoi colleghi di studio (Orazio, Rosencranz,
Guildestern) a Vittemberg da una corte danese tacciata
da crapule e bagordi, ed ancora di sottolineare
che “il dubbio amletico” non è
tanto un ondeggiamento dell’animo, quanto
piuttosto la necessità di far corrispondere
la vendetta alla certezza della giustizia, e che
il motore che spinge l’evolversi della tragedia
è una strenua ed affascinante lotta per il
potere, negato al protagonista non tanto dall’uccisione
del padre quanto dall’aver impalmato da parte
dell’assassino, lo zio Claudio, la legittima
detentrice di quello stesso potere, sua madre.
Parallelamente evidenziando in
Polonio e nella sua famiglia la sostanza di una
cortigianeria anch’essa alle prese con le
sue ambizioni e le sue mosse strategiche, far sì
che i personaggi non si presentino come stereotipi
incorniciati da funzioni ormai consuete nell’immaginario
collettivo, ma presentino qualche curiosità
comportamentale che, se da una parte li rende meno
“eroici”, da quell’altra ce li
fa conoscere sotto un altro aspetto e più
partecipi di una dialettica generale, senza la quale
la tragedia non può esistere.
Armando Pugliese
KHORA.teatro
Presenta
Alessandro Preziosi
in
Amleto
di William Shakespeare
Traduzione
Eugenio Montale
Riduzione e adattamento
Armando Pugliese
con
Carla Cassola, Ugo Maria Morosi, Francesco Biscione,
Silvia Siravo
Regia
Armando Pugliese
Scene Costumi
Andrea Taddei Silvia Polidori
Musiche Luci
Massive Attack Valerio Tiberi
ZERO P:M
13.02.2009
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