Raffaele Venturini: Obiettivo
Cucina - Venerdì 20 marzo alle ore 20,30
“Quello che passa al Convento” ospita
il fotografo salernitano per il terzo appuntamento
della sezione “Si cucine cumme vogl’i’(o)”.
Venerdì 20 marzo, alle ore
20,30 terzo appuntamento il programma enogastronomico
della seconda edizione di “Quello che passa
al convento”, promossa dal Convivio
delle Arti dei Rozzi e degli Accordati,
presieduto da Vito Puglia, con il contributo del
Comune e dell’Ente Provinciale del Turismo
di Salerno, del Pastificio Amato, della Centrale
del Latte e di Salerno Energia e la collaborazione
della web radio Unis@und, ospite di Marco De Simone,
gestore del Convento San Michele.
Con “Si cucine cumme
vogl'i’(o)”, curato da Vito
Puglia, ispirato dalla raccolta postuma di ricette
di Eduardo, la cucina viene presentata come l’espressione
culturale che meglio di ogni altra racconta il carattere,
lo spirito, il modo di vivere di un popolo o di
una comunità, un’epoca. Da questo l’
assunto: in ogni persona colta e sensibile si annida
uno cuoco. Venerdì sarà il fotografo
Raffele Venturini a proporsi quale chef per una
sera. Tema della cena, obiettivo cucina, su cui
verrà montato un filtro verde, un omaggio
alla primavera, visto che si principierà
con fave fresche, regine degli antipasti, le quali
verranno mangiate così come sono, o accompagnate
da pane e cipolle, salumi e formaggi. Omaggio alla
cucina veneta, terra d’origine dello chef
fotografo, per il primo con risi e bisi, ancora
un punto di verde, per un piatto che racchiude in
sé un simbolo del nostro Risorgimento: Nel
Triveneto dell´Ottocento risi, bisi e fragoe
(ovvero bianco, verde e rosso) era l´equivalente
gastronomico del "Viva Verdi" gridato
contro gli occupanti austriaci.
Una vecchia poesiola recitava:
risi, bisi e fragoe, erbette rave cotte,
tempesta sue Sàtare e piova al Redentor.Ovvero:
"Riso, piselli e fragole, erbette rave cotte
tempesta alle Zattere e pioggia al Redentore".
Non manca mai la pioggia al Redentore, almeno due
gocce... Le rape sono rosse e bianche, le loro foglie
sono verdi, praticamente il tricolore; probabilmente
si intendeva ricordare qualche episodio di ribellione
alle Zattere.
Se è lecito ipotizzare che
gli stessi Risi e Bisi siano piatto di importazione
dagli usi Austro-Ungarici, come i piatti a base
di zucca dolce e di riso e patate, che sono infatti
presenti nelle cucine cittadine di tutti i centri
Italici che subirono l´occupazione di quell´Impero,
sembrano però sussistere documenti che riportano
di piatti di risi e bisi offerti in omaggio al Doge
dai contadini delle isole assai prima del 1807.
E passiamo ai due secondi per i quali Venturini
porrà l’obiettivo sulle nostre primizie,
per preparare delle seppie e uno spezzatino di vitello,
che rappresenterà il suo piatto d’elezione.
Il verde dei piselli cornetti,
dai baccelli con buccia sottile e forma incurvata
e frutti piuttosto piccoli, il celebre violetto
di Castellammare di Stabia, o “carciofo
di Schito”, un sottotipo della varietà
Romanesco, da cui si differenzia per l'epoca di
produzione anticipata e il colore delle bratte,
verdi con sfumature viola, asparagi selvatici dall’inconfondibile
gusto amarognolo, saranno gli ingredienti che sposeranno
il pesce e la carne. Gran finale con un Crème
Caramel, detto anche latte alla portoghese,
che è il nome francese del semplice, ma delizioso
dolce al cucchiaio, universalmente conosciuto; la
sua, è una antica ricetta risalente addirittura
all’antica Roma, dove veniva preparato come
una crema non dolce ma piacevolmente aromatica,
che in seguito venne addolcita con il miele; superato
il Medioevo, questo dolce arrivò fino a Cristoforo
Colombo il quale lo portò con sé alla
conquista del Nuovo Mondo.
17.03.2009
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