Dopo aver già conquistato la giuria nella
prima esibizione lo scorso 21 febbraio al Teatro
Comunale di Budrio (BO), il talento salernitano
di Margi Villa proverà ad aggiudicarsi
il podio più alto della IV edizione di
“In breve …. Festival dei Corti Teatrali”
kermesse itinerante organizzata dalla LIIT, Lega
Italiana Improvvisazione Teatrale, con la direzione
artistica di Fiamma Negri e Bruno Cortini.
Giovedì prossimo, 26 marzo, l’attrice
si contenderà, con altri 6 finalisti, il
premio per la categoria professionisti “10
minuti” proponendo, sulle tavole del Teatro
Puccini di Firenze l’intenso ed inedito
testo di teatro della memoria “2 agosto
1980: Io c’ero!”.
Nel bellissimo teatro storico, Margi Villa proverà
a convincere giuria e spettatori del Festival
con una sincopata ricostruzione della Strage di
Bologna affidata al ricordo di Marina, immaginaria
superstite della tragedia da lei interpretata.
Dopo ventinove anni si ritrova di nuovo lì,
in quella stessa sala d’attesa di seconda
classe dove allora aspettava intrepida ed ignara
il convoglio che avrebbe dovuto condurla verso
la sua prima vacanza, da sola, a Rimini, verso
il divertimento e la spensieratezza. Il suo ricordo,
complice anche la lettura di un articolo di giornale,
la porta a quando giovane e piena di vita si è
trovata in quell’inferno di corpi e macerie.
La sua forza e il suo coraggio di allora sono
scomparsi. Ora vive di paure fobie e tensioni,
ma la sua mente non può cancellare il ricordo
di quei nomi che quel giorno sono stati spazzati
via dal folle gesto dell’uomo.
Alla sola istrionica e pasionaria carica dell’attrice
il peso, le suggestioni e le emozioni del testo,
scritto dalla stessa interprete con Eugenio Tanfani,
che certamente lascerà un segno, non soltanto
al Festival della LIIT, e di cui di seguito segnaliamo
alcuni passaggi.
“Guardo il cielo di Bologna, è
ancora grigio per la polvere che ancora non si
è posata a terra. Scorgo l’orologio,
sono ancora le dieci e venticinque! Il tempo qui
si è fermato, ma purtroppo non si può
tornare indietro ... Su Bologna e’ rimasta
una cicatrice che ha segnato questa città
per sempre. Ancora oggi si discute e si giudica
e non c’è mai una verità.
La verità per me è questa. L’unica
verità è quella di trovarmi qui
e di aver trovato tutto questo sbattuto in faccia.
Il dolore del perché provocato dal gesto
dell’uomo che non potrà mai avere
una giustificazione. Io tutto questo l’ho
visto e l’ho vissuto. Per fortuna sono qui
a raccontarvelo. Questo mi basta e questo mi resta…
della mia indimenticabile estate!… Un paese
che rinuncia alla speranza di avere giustizia
ha rinunciato non soltanto alle proprie leggi,
ma alla sua storia stessa. Per questo severamente,
ma soprattutto ostinatamente aspettiamo una risposta”.