Antonello Tolve e Toto Valitutti
propongono due appuntamenti tra
arte e musica con Pierpaolo Costabile e Rovì
Giovedì 12 marzo, alle
ore 20, taglio del nastro per “Gusti di
marzo”, un nuovo spazio dedicato alle arti
visive e alla musica, curato da Antonello Tolve
e Toto Valitutti, inserito nel programma della
seconda edizione di “Quello che passa al
convento”, il ricchissimo cartellone promosso
dal Convivio delle Arti dei Rozzi e degli Accordati,
presieduto da Vito Puglia, con il contributo del
Comune e dell’Ente Provinciale del Turismo
di Salerno, del Pastificio Amato, della Centrale
del Latte e di Salerno Energia e la collaborazione
della web radio Unis@und, ospite del Convento
di San Michele, gestito da Marco De Simone.
Suddivisa in due agili appuntamenti, in due “stazioni
dell'arte e per l'arte” curate da Antonello
Tolve (per le arti visive) e da Toto Valitutti
(per le sperimentazioni e organizzazioni musicali),
“Gusti di marzo” si presenta come
un doppio colloquio in cui arte & musica si
incontrano tra le manovre generali dell'elasticità
economica per tessere un delicato racconto estetico
fatto di “piaceri diffusi” e di “desideri
diversi”.
Acronimo di “Discovery of Rank
Imbalanced Motifs” (calcolo matematico
dedicato alla “molteplicità”
e al “multiforme” che si dirama nel
mondo della vita), “Drim” –
primo appuntamento con l'arte di Pierpaolo Costabile,
dal 12 al 25 marzo – rappresenta
il capolinea primario di un discorso legato al
corpo sacrale dell'arte e al suo rapporto con
i flussi musicali della contemporaneità.
Ma “Drim” è anche un un “fare
il verso”, un “mettere lo sgambetto”
al sogno americano e riprendere la caduta in modo
trasversale con azioni artistiche che sperimentano
materiali di varia estrazione e natura che vanno
dai ragni (inquietanti e sensuali) del 2009 alle
lastre bituminose increspate e marchiate a fuoco,
dai frammenti d'un discorso ceramico-modulare
alle più variegate composizioni stilistiche.
«Coadiuvando in uno stesso spazio d'azione
“hardware” e “software”
Pierpaolo Costabile», ha suggerito Antonello
Tolve, «propone un linguaggio “fantascientifico”
che fa del recupero – organico e inorganico,
elettronico, industriale – il centro gravitazionale
di un ragionamento teso, fondamentalmente, a centrifugare
e amalgamare le cose per elaborare pittosculture
in grado di contenere e abbellire gli oggetti
spurgati dal quotidiano».
“Colors”, seconda
tappa del percorso – dal 26 marzo
al 6 aprile – proiettato, questa
volta, sulla figura di Rovì,
mette in campo uno scenario riflessivo incentrato
sulla superficie pittorica, sul «terreno
supportuale», per disegnare, di volta in
volta, «uno spazio asettico e transdecorativo»
(Antonello Tolve) in cui modellare un «gustoso
e piacevole manierismo materico che elogia, fondamentalmente,
l'asimmetrico e il disarmonico». Recuperando
i sentieri d'un linguaggio antico, quello della
pittura naturalmente, Rovì traccia un forte
e vivace segmento riflessivo che attraversa, con
delicatezza e precisione, le note dell'astrattismo
– un astrattismo lirico appunto –
per procedere verso programmazioni cromatiche
tese ad evidenziare fortemente, in termini fisici
e chimici particolarmente, la bidimensionalità
del piano di lavoro, il suo tessere racconti muti,
mutevoli, magici. Con “Drim” e “Colors”
il Convento San Michele di Salerno propone, così,
per il mese di marzo, una «visione bipolare
e bioculare dell'arte» alla quale si allacciano,
con passione e ragione, progetti gastronomici,
azioni aperte a contaminazione e reazioni (relazioni)
linguistiche di matrice altamente – e piacevolmente
– rizomatica, multidisciplinare, sinestetica.