«Queste opere sono bellissime. Quasi quasi
il 'San Matteo e l'angelo' lo portiamo al Duomo
o all'aula consiliare di Palazzo di Città».
Ha esordito così il vicesindaco di Salerno
Eva Avossa all'inaugurazione della mostra-evento
su Caravaggio intitolata "L'ultimo grido".
La rassegna sull'arte del Merisi sabato scorso
ha aperto le porte ai salernitani, i quali potranno
ammirare le dodici fedeli riproduzioni fino al
prossimo 18 aprile. «Salerno si conferma
città vicina alla cultura -dice soddisfatta
Eva Avossa-. Dopo la presentazione della stagione
di balletto del Teatro "Verdi" che ci
invidiano tutti i Massimi italiani abbiamo la
fortuna di avere in casa artisti come Rienzi che
riescono a produrre veri capolavori. Ero scettica
su questa iniziativa, visto che il Caravaggio
è sempre stato un'artista difficile ma
devo dire che il maestro Rienzi ha fatto un ottimo
lavoro. Visto che sono anche assessore all'istruzione
nei prossimi giorni inviterò tutte le scuole
elementari salernitane ad ammirare questi dipinti».
Visibilmente soddisfatto anche il dirigente scolastico
dell'istituto di corso Vittorio Emanuele Mario
Montera.
«I nostri bambini devono avvicinarsi all'arte
e con l'iniziativa messa in piedi dall'associazione
"Pubbliarte" possiamo rendere questo
sogno realtà. Anche io, come la dottoressa
Avossa, ero scettico quando parlai per la prima
volta con Rienzi ma devo ricredermi: sono orgoglioso
di ospitare nei locali della mia scuola 12 capolavori
che rendono omaggio a quello che è considerato
il primo grande esponente della scuola barocca
ed uno dei più celebrati pittori del mondo».
Parole d’elogio per il pittore salernitano
anche dalla professoressa di Filosofia Vilma Tabano:
«Come Caravaggio anche Rienzi ha avuto una
vita difficile ma la mostra messa in piedi oggi
lo ripaga di tutti gli anni di studio che lo hanno
portato alla maturazione come uomo e come artista.
Oggi Rienzi può definirsi, a pieno titolo,
un vero animale sociale capace di restituire alla
società salernitana 12 opere di rara bellezza.
Infine, la parola è passata al principale
fautore dell’iniziativa, il maestro Ciro
Rienzi. «Questo lavoro, programmato insieme
all’associazione ‘Pubbliarte’
è la fine di un cammino che mi ha portato
ad una maturazione graduale, culminata proprio
con le opere che furono dell’artista milanese
-ha detto emozionato Rienzi-. Merisi è
l’unico pittore capace di regalare emozioni
che vanno oltre il senso della vista facendo rivivere
la proprie opere in una nuova dimensione di compartecipazione
sensoriale globale. E spero che la gente che verrà
a vedere questi dipinti possa tornare a casa felice
e soddisfatta».