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E' Nato il magazine Peekaboo.

Alfonso Amendola Magazine di culture e tendenze. L’effetto sonoro di Peekaboo. Giovedì 23 aprile 2009, presso il Wine Bar Goccia, è stato presentato il nuovo magazine di culture e tendenze prodotto e distribuito dall’Associazione Seventh Degree

E’ il nuovo strumento culturale dell’Associazione Seventh Degree Peekaboo, un periodico il cui nome è offerto dalla sorpresa, dal gioco inglese del nostro cucù e settè.Il numero zero del magazine, composto di 24 pagine, in un formato tutto particolare, è stato presentato presso il Wine Bar Goccia, dai direttori editoriali Liberato Marzullo e Antonello Mercurio, dal direttore responsabile Elettra Boccia e da Alfonso Amendola. Il periodico che vanta una pluri-redazione, è già in diffusione nei punti topici della movida culturale di Salerno e provincia, e si tenterà, con il prossimo numero, di allargare la distribuzione nell’area napoletana.

“Il periodico – ha affermato Alfonso Amedola – racchiude tre anime. E’, in primo luogo l’house organ dell’Associazione Seventh Degree, con un certo numero di pagine dedicate alle numerose attività e iniziative dell’istituzione, come ad esempio, per il prossimo numero verrà offerta una larga panoramica sulla rassegna Arti di Maggio; è un magazine nato con una forte vocazione territoriale e la sua linea editoriale supporterà il tentativo di riallacciare quel legame tra università e territorio letteralmente sfilacciatosi sul finire degli anni ’80, con il trasferimento dell’ateneo a Fisciano, non per ultimo, Peekaboo si propone quale laboratorio di linguaggio e scrittura per giovani critici, giornalisti, nonché quale incrocio di idee e quindi di dibattito anche politico scevro di alcun pregiudizio e barriera”.

Peekaboo pur essendo tradizionalmente stampato, nell’era dell’e-mail e di internet, non è un blocco marmoreo sotto cui aggobbire, ma è una raffinata bottiglia di vino di pronta beva, attraverso cui relazionarsi in prima persona con il l’offerta culturale del nostro territorio, con qualche finestra sulla proposta nazionale. Peekaboo diviene così un passe-partout, con le sue pagine illustrate dal segno sognante ed ironico di Vincenzo Lauria e dal fotografo Vincenzo D’Antonio, che ha da aprire numerose porte della nostra casa culturale, un contenitore vivo, costituito da pareti propizie, ricoperte di humus, generante incessantemente nuove nascite e figure, quasi un simbolo nel senso di fonte, per cui ciò che rimane “nascosto”, come la manifestazione di nicchia, non stabilisce il limite e lo scacco del pensiero, ma può andare a costituire quel terreno fecondo ove, qui solo, il pensiero può fiorire e svilupparsi.

Peekaboo ha iniziato il suo viaggio alla ventura attraverso un gioco che non porterà ad alcuna meta definita, ad alcun approdo sicuro, poiché ogni posta raggiunta potrà essere costantemente, in perpetuo distrutta e ricostruita: dalle sue pagine, l’eterno invito a ricominciare da capo; e, ancora, verificare, immaginare, scegliere, analizzare, inventare, ideare, riflettere, per conseguire folgorazioni e meraviglie inaudite, in un infinito work in progress.


“L’uomo gioca soltanto quando è uomo nel significato più pieno del termine, ed egli è interamente uomo soltanto quando gioca” scrive Schiller nel suo “Dell’educazione estetica dell’uomo”.

La nuova voce della cultura salernitana, Peekaboo un colorato magazine prodotto e distribuito dall’Associazione Seventh Degree di Liberato Marzullo prende il nome proprio dal primo gioco che si fa con i bambini, il cucù e settè, i quali devono venire a contatto con un mondo che apre le porte alla fantasia, al pensiero.

Il numero zero del magazine, composto di 24 pagine, in un formato tutto particolare, verrà presentato giovedì 23 aprile alle ore 11 presso il Wine Bar Goccia, dai direttori editoriali Liberato Marzullo e Antonello Mercurio, dal direttore responsabile Elettra Boccia e da Alfonso Amendola.

In una civiltà dell’immagine ove tutto si equivale e nulla vale, aprendo la porta all’indifferenza, male della nostra società, che porta all’incultura e all’assenza di critica e dialogo, si è voluta tentare comunque la via della diffusione a stampa, per recuperare il senso, il profumo di un mondo ormai quasi perduto, diverso, dove tutte le lingue sono una e le parole e le frasi sono le esperienze vissute e quelle scaturenti dall’uso di oggetti d’uso comune, gesti ripetuti dalle stesse persone per anni, come il percuotere, il disegnare, il manipolare, il suonare, lo scrivere, il danzare, così come nascere e fare l’amore, nel senso di una emozione, di una fatica o di un gioco, come il sole la luna hanno fatto e faranno.

Con questa rivista si tenterà di trovare il nuovo “canto”, nel “dire” il silenzio presente in diversi spazi della comunicazione culturale, riaccendendo la meraviglia. Il necessario è che dopo aver appreso il racconto, la notizia, questo “ricominci”, ovvero sia rimesso in gioco dal lettore che deve esser messo in condizione di far crescere il proprio Io, costruendo e ricostruendo una nuova agorà nel quale sospendere il tempo, immedesimarsi, comunicare le proprie emozioni, liberare la creatività. La nostra società tende sempre più velocemente a far tabula rasa dell’immaginario, avvizzendo ogni contatto umano, impoverendoci di quelle emozioni, quelle indecisioni, quell’angoscia che è e sarà solo dell’Uomo. L’esclamazione di Peekaboo non sarà solo meraviglia, ma è e continuerà ad essere riflessione del “cogito”, che prova insieme l’angoscia del silenzio – ossia della morte – e la gioia, la memoria, il futuro, il “battito” delle cose.

24.04.2009 - 22.50

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