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KAOSKONCERTO un progetto speciale di Enzo Avitabile & Bottari di Portico special guest Manu Dibango + Pole

enzo avitabile Un inaudito concerto, uno spettacolare incontro fra 3 generazioni.

Lingue sonore che nascono lontane e che, live, diventano finalmente emblema di una sola espressione. Dagli antichissimi ritmi campani della pastellessa e della zeza fino alla electro-minimal più cupa, attraversando il jazz, il soul, il funk e i tipici timbri afrobeat. Enzo Avitabile e la sensibilità ancestrale dei Bottari di Portico incontrano il grandfather della musica africana Manu Dibango e il produttore-dj tedesco Pole, al secolo Stefan Betke. Un progetto inedito, quello che verrà ospitato il 19 aprile 2009 a Salerno - unica data in Italia per questa primavera - e che di fatto chiude la XIV edizione di “Linea d’Ombra-Festival Culture Giovani”.

Il polistrumentista partenopeo, non rinnegando il suo passato black (esperienze con James Brown e Tina Turner), da alcuni anni è proiettato in una ricerca profonda che unisce al recupero delle tradizioni dance locali, la volontà di scoprirne il senso contemporaneo grazie alle manipolazioni digitali. Ecco spiegata la presenza dinamica di Pole, eclettico sound-designer berlinese (già partner di Depeche Mode e Fat John) che utilizzando forma e sostanza del dub e del noise elettronico realizza architetture sonore come fossero capitoli di narrativa. Genesi di tanto “caos”, la madre Africa di Manu Dibango, suono-fonte inesauribile di generi, sfumature, significati, idee e conoscenza culturale, che in simbiosi con il Mediterraneo di Avitabile e il NordEuropa di Pole sarà simbolo evidente di un nuovo shock ritmico.

manu dibangoLa line-up sul palco è composta da Enzo Avitabile (voce / sassofono tenore) con Mario Rapa (tamburi), Gianluigi Di Fenza (chitarra napoletana), Alfonso Adinolfi (basso), Carmine Pascarella (tromba), Antonio Bocchino (sassofono baritono) e Diego Carboni (tastiere). Mentre il gruppo dei Bottari di Portico comprende Carmine Romano (capopattuglia), Pino Romano (botte), Giovanni Raucci (botte), Salvatore Guida (tino), Nicola Gravina (tino), Antonio Nacca (tino) e Luigi Natale (falce). Special guest: Manu Dibango (sassofoni/voce), Pole (macchine).

Il Conservatorio. Il funk. Il ritmo afro-pop. La musica antica della pastellessa e della zeza e il canto sacro. Enzo Avitabile ha vissuto nella ricerca di un suono vergine, originale, essenziale. Demolendo ogni sovrastruttura mercantile, ogni moda. Dagli esordi nei club napoletani ai duetti con star come James Brown, Tina Turner, Randy Crawford, Richie Havens e Giorgia. Nel 2001 l’incontro con i Bottari di Portico, che segna l’inizio di una lunga e tuttora prolifica collaborazione. Agli strumenti moderni, si uniscono botti, tini e falci, fondendo la più antica tradizione rurale della Campania — le cui origini risalgono al XIII secolo — al funk e al soul. Due i dischi pubblicati coi Bottari: “Salvamm’ ‘o munno” (2004) — quattro nomination ai BBC World Music Award — e “Festa Farina e Forca” (2007). I suoi concerti hanno toccato, oltre all’Italia, gran parte d’Europa, gli Stati Uniti, il Canada e il Sud America, diventando l’effigie della world music in lingua napoletana nel terzo millennio.

PoleManu Dibango, camerunense di nascita e francese di adozione, è stato — insieme a Miriam Makeba e Hugh Masekela — uno dei primi musicisti africani a raggiungere un’affermazione internazionale. Alfiere della nuova espressione musicale del continente nero, ha elaborato un suo stile artistico che fonde l’highlife della Nigeria e del Ghana, il soukous congolese e il makossa del Camerun. In oltre cinquant’anni di carriera ha collezionato numerose collaborazioni: dagli esperimenti elettro-funk con Herbie Hancock, Berny Warrell e Bill Laswell, al lavoro di riscoperta delle radici africane nella musica cubana con Eliades Ochoa. Dalle incisioni con Peter Gabriel e Sinead O’Connor, alle colonne sonore per film, fino alle collaborazioni con gli autori francesi – Serge Gainsbourg su tutti – e africani: Ali Farka Tourè, Papa Wemba, Salif Keita, Mory Kante, Youssou N’Dour. Tra i suoi album di maggior successo: “Soul Makossa” (1973), “Electric Africa” (1985) e “Wakafrika” (1994).

Stefan Betke aka Pole è uno degli artisti più eclettici della scena musicale contemporanea. Poliedrico produttore, musicista e dj, ingegnere del suono, fondatore della Scape Records — con Barbara Preisinger — è un remixer capace di assemblare sonorità che non sono confinabili in nessun genere prestabilito. Un artista fantasioso che vanta collaborazioni con Depeche Mode, Four Tet, John Tejada e Fat John. Con la sua trilogia “1” (1998), “2” (1999) e “3” (2000), dischi contraddistinti da copertine blu, rosse e gialle (nell’ordine), come sono i colori fondamentali, ha contribuito ad abbattere i confini tra elettronica e jazz. Le sue eleganti architetture musicali intrecciano elementi di dub con un suono minimale che arriva a vere e proprie punte di static noise. Col suo ultimo album “Steingarten” (2007) ha coniugato il rigore concettuale della musica digitale di stampo minimalista con i corposi beat della dance. Una sintesi perfetta tra loop avanguardisti e una ricercata trama elettronica.

Informazioni:
Direzione artistica Festival Culture Giovani
Via Trotula De Ruggiero 24 Salerno
Tel . +39 089 662 565 Fax +39 089 662 566

Linea d'Ombra - Festival Culture Giovani

16.04.2009 - 23.10

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