E’ una delle trentaquattro
varietà autoctone presenti in Campania.
Si tratta del Tintore che, insieme con altre tipologie
di uve cosiddette minori, seppur produttivo risulta
non essere ancora iscritto nel registro nazionale
delle varietà di viti. E per far sì
che si proceda in tempi brevi al riconoscimento
del secolare vitigno, ancora coltivato a piede franco
tra i terrazzamenti di Tramonti, l’Associazione
Gete, nata due anni fa nell’omonima frazione
di Tramonti dall’impegno di una ventina di
soci (coltivatori e appassionati), ha promosso domani,
domenica 30 novembre, un happening in cui spiccano
sapori, tradizioni e il patrimonio vitivinicolo
locale che ha proprio nel suo vitigno autoctono
Tintore il protagonista dello sviluppo territoriale.
Visite guidate ai vigneti centenari,
scampati alla fillossera e per questo sorprendentemente
a piede franco; una mostra mercato dedicata alle
tipicità e alle arti di Tramonti; una serie
di degustazioni dei prodotti tipici e dei vini Doc
della Costa d’Amalfi, animeranno quest’ultimo
week-end di novembre durante il quale sono previsti
anche incontri del gusto e percorsi guidati attraverso
il paesaggio culturale di Gete lungo la via degli
Asceti.
“Il Mosto che diventa
Vino”, l’iniziativa dedicata
al vitigno autoctono e sostenuta dalla Regione Campania,
Assessorato all’Agricoltura, e dal Comune
di Tramonti , prenderà il via domani (domenica
30 novembre alle ore 10.30) on il “Il
percorso degli Asceti” attraverso
il paesaggio culturale di Gete lungo il quale verranno
allestiti il Mercatino del Biologico e la Mostra
Mercato delle tipicità, delle arti e dei
mestieri tramontini. Poi, la visita ai vigneti centenari
e alle grotte della zona alta di “Gete”.
Contemporaneamente, nella Cappella Rupestre, risalente
al secolo VIII, si svolgerà a partire dalle
11.30 la tavola rotonda dal titolo “Il
Tintore ed il turismo enogastronomico -
La qualità delle produzioni vitivinicole
della Costa d’Amalfi: salubrità, sicurezza,
caratteristiche organolettiche e nutrizionali”.
Interverranno rappresentanti di Regione, Provincia
e enti locali, viticoltori, produttori di Tramonti,
esperti a livello nazionale di marketing e di enogastronomia,
giornalisti del settore.
L’evento, in programma domani,
vuole offrire un viaggio nella cultura contadina
dei luoghi, attraverso cui conoscere le
fasi di produzione e i metodi di lavorazione dei
pregiati vini Doc di Tramonti e scoprire, nel contempo,
le già note potenzialità del centenario
Tintore.
Tramonti, con
i suoi terrazzamenti e suoi prodotti tipici, è
da considerarsi l’altra faccia della Costiera
Amalfitana, quella più produttiva e anche
per questo sempre più vocata a quel turismo
attento alle tradizioni e alle sollecitazioni della
storia. Una civiltà che continua a mantenere
in vita antiche usanze e antichi mestieri come la
lavorazione dei formaggi e delle ceste di vimini,
oltre alla coltivazione dei suoi vitigni ultracentenari
che si dipanano con fitte trame su pergolati retti
da impalcature fatte con pali di castagno. Un’autentica
rarità nel panorama viticolo internazionale,
ma anche l'eredità della metodologia di allevamento
che si utilizzava migliaia di anni fa con gli etruschi
che popolavano questa zona. Degli antichi vitigni,
che hanno fatto la storia e la fortuna dei
vini della sottozona Doc di Tramonti, molti risultano
essere ancora produttivi e per giunta su piede franco,
proprio perché scampati alla fillossera.
Si tratta di uve strettamente legate al territorio
e in qualche caso esclusive dell'entroterra amalfitano
come il Tintore, appunto, in qualche caso vinificato
in purezza. Un tentativo che anche le cantine della
zona hanno esperito già dallo scorso anno
introducendo sul mercato un altro prodotto di nicchia
dalle straordinarie potenzialità.
Il Tintore, una straordinaria
varietà di uva, si presenta con
grappoli conici e pochi acini. Molto lunghi e assai
spargoli, i grappoli godono di un’ottima maturazione
e di un ottimo microclima al proprio interno, capace
di farli resistere per lungo tempo sulla pianta.
Ma anche di difendersi autonomamente dall’attecchimento
di malattie come la botrite e il marciume. La foglia
è invece la carta di identità di una
varietà d’uva, e quella che caratterizza
il tintore presenta, a differenza delle altre, un
profilo increspato con una pelosità della
pagina inferiore che al tatto si manifesta quasi
vellutata. A questo si aggiunge un altro particolare:
il cuneo pronunciato verso il basso che rende ben
identificabile questa varietà. Uva tardiva,
il tintore viene raccolto nel periodo vegetativo
compreso tra la fine di ottobre e l’inizio
di novembre. E sono proprio i suoi grappoli ad indicarne
il momento attraverso l’appassimento degli
acini che rappresenta una sorta di richiamo quando
si è prossimi alla vendemmia.