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Anna Pavignano a Filmidea con il reading di "Da domani mi alzo tardi".

anna pavignano Il libro, uscito nel marzo del 2007 e che ripercorre la vita personale e artistica di Massimo Troisi, grande artista e suo ex compagno di vita.

Cinque minuti di standing – ovation in un teatro d’ateneo stracolmo in ogni ordine di posto, con l’amico Enzo De Caro che, lontano da occhi invadenti, applaude e sorride commosso. Questo quanto riscosso martedì pomeriggio da Anna Pavignano che, nell’ambito degli incontri cinematografici di “Filmidea”, ha presentato il reading, la narrazione orale di un'opera, di “Da domani mi alzo tardi”. Il libro, uscito nel marzo del 2007 e che ripercorre la vita personale e artistica di Massimo Troisi, è diventata anche un’opera teatrale della durata di circa un’ora con lettura, colonna sonora per chitarra con musiche originali di Alfredo Morabito (marito della Pavignano, ndr) e immagini inedite che raccontano l’attore e l’uomo Massimo Troisi.
La sceneggiatrice piemontese, che con l’attore partenopeo ha condiviso anni di lavoro e una lunga storia d’amore, prima dello spettacolo si racconta come un libro aperto. Emozioni, sorrisi, lavoro, amore e futuro: tutto accomunato da un ricordo indelebile che non potrà mai portare via: quello dello scugnizzo di San Giorgio a Cremano che con “Non Stop” incantò lei e l’Italia intera.

Pavignano come è nato questo connubio tra lei e l’Università di Salerno?
E’ iniziato tutto un po’ per gioco, ma ora abbiamo creato davvero qualcosa d’importante. Con i ragazzi del campus di Fisciano abbiamo iniziato un seminario sul rapporto tra autobiografia e scrittura creativa e devo dire che dopo i primi momenti di resistenza ora i ragazzi sono davvero coinvolti”.
A Troisi sarebbe piaciuto il campus di Fisciano?
Certo, perché qui si respira una grande aria di professionalità. Studenti e professori qui sono all’avanguardia. Massimo sarebbe stato bene qui e, forse, avrebbe voluto ricevere anche una laurea ad honorem”.
libro pavignano da domani mi alzo tardiIl libro “Da domani mi alzo tardi” vuole essere modo per far capire alla gente che lei un giorno sperava di tornare insieme a Troisi?
No, insieme non saremmo più tornati. Il nostro rapporto sentimentale era finito, ma da sempre c’era qualcosa che ci teneva uniti. La nostra era una bella amicizia”.
Oggi i film di Troisi sbancherebbero ancora il botteghino?
Sicuramente, anche perché, qualitativamente parlando, la concorrenza scarseggia. “Ricomincio da tre”, il film a cui sono più legata, oggi avrebbe lo stesso successo di allora”.
Siani è stato più volte indicato come l’erede dell’attore di San Giorgio a Cremano. Lei che ne pensa?
Massimo non ha eredi come non ce ne sono per Totò ed Eduardo De Filippo. Siani lo conosco, è un bravo attore e ha delle grosse potenzialità, ma un talento come quello di Massimo non credo che esisterà più”.
Anna Pavignano oggi è ricordata, quasi sempre, per essere stata la sceneggiatrice e la ragazza di Massimo Troisi. Non le pesa tutto questo?
Si, forse si, ma io credo di essermi ritagliata il mio spazio perché ho fatto anche altre cose. Massimo rimarrà sempre nel mio cuore. E’ un ricordo indelebile, che perfino la mia famiglia, in primis mio marito e i miei tre figli, hanno accettato e compreso”.
All’epoca perché non ci fu una collaborazione artistica tra Troisi e Luciano De Crescenzo?
Loro si conoscevano personalmente e si frequentavano spesso, ma a livello artistico avevo due modi differenti di vedere Napoli”.
Lello Arena e Enzo De Caro. Oggi come sono i rapporti tra lei e gli altri due componenti del trio “La Smorfia”?
Prima erano mediati da Massimo. Successivamente, dopo la sua morte, non ci siamo sentiti per molto tempo. Oggi con Lello ci sentiamo ma ci vediamo raramente, mentre con Enzo ci vediamo spesso anche a Fisciano (anche lui tiene un corso di teatro all’ateneo salernitano, ndr), ci vogliamo bene e stiamo preparando qualcosa per tornare a lavorare insieme”.
anna pavignanoFu sbagliata all’epoca la scelta di De Caro di non partecipare ai film di Troisi?
Non fu una scelta di Enzo e credo, comunque, che come gruppo i film avrebbero reso di meno perché potevano offrire solo quello che già facevano in tv”.
Si sente ancora con la famiglia di Troisi?
Si, siamo in ottimi rapporti”.
Non crede che il suo libro abbia dato fastidio a qualcuno? Mi riferisco a Nathalie Caldonazzo, l’ultima fidanzata di Troisi. L’ha sentita dopo l’uscita dell’opera?
Non l’ho sentita e onestamente non m’interessa. Questo libro l’ho scritto per me e per chi non conosceva Massimo. Questo volume l’hanno accettato mio marito e i miei figli è questa è la cosa più importante per me”.
Se oggi è Anna Pavignano, scrittrice e sceneggiatrice di sicuro valore, quanto deve a Troisi?
Tanto, ma devo molto anche a tante altre persone che mi hanno sempre aiutato e sostenuta”.
Da qualche tempo tiene seminari interessanti nell’università salernitana. Tra i tanti ragazzi che hanno lavorato con lei c’è qualcuno che ha delle potenzialità per lavorare nel mondo del cinema?
Certo, qualcuno c’è ed hanno veramente talento. Questo è merito dei docenti e dei ragazzi stessi, ragion per cui bisogna attingere dall’università per portare nel mondo del lavoro nuovi cervelli in grado di migliorare la nostra Italia”.

05.12.2008    20.55
Domenico Gramazio

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