Sull’onda dell’alto
gradimento ottenuto da Antonio
Florio, musicista che sa spaziare dai classici
composti per questo “giovane” strumento,
al jazz, al genere leggero, con un programma dedicato
alla rilettura dei classici da night, dagli albori
del Cotton Club alle contaminazioni
jazz del Rangio Fellone di Ugo Calise, in un confronto
plurilinguista, in cui celebri temi vengono liberati
da ogni manierismo esecutivo, per ridonarli all’ascoltatore,
filologicamente puri, ma con lo sguardo rivolto
ad un futuro aperto ad ogni influenza diretta o
indiretta, che la naturale evoluzione del linguaggio
musicale ha esercitato su queste strutture compositive,
il sassofonista salernitano, ritornerà
domenica 30 novembre al DiscoNight Solluan
di Armando Ferraioli per continuare il suo viaggio,
questa volta, attraverso le gemme della
Black Music.
Nella prima parte della serata Antonio Florio guarderà
ancora un po’ indietro, citando intramontabili
evergreen che hanno commentato memorabili
immagini cinematografiche, tra
cui Misty, composta da Erroll Garner nel 1954, pagina
che ha offerto il titolo a “Play “Misty”
for me” di Clint Eastwood, “Smoke gets
in your eyes” dal tema principale del musical
“Roberta” di Jerome Kern, citata in
“American Graffiti” di George Lucas
e in “Always” di Steven Spielberg, sino
ad “As time goes by” legata ad una delle
scene più famose ed omaggiate della storia
del cinema, il Rick’s Cafè di Casablanca,
riletture dalle quali emergono l’amore per
i temi e le improvvisazioni dei grandi del jazz,
e la volontà e la tenacia, da parte di Antonio
Florio, nello stabilire una chiave di lettura di
questo tipo di musica, sia per quanto riguarda la
scrittura che l’esecuzione, che tenga conto
delle esperienze di quanti si sono fino ad oggi
espressi nell’ambito di questa musica.
La ricca scaletta
prevede ancora dei classici quali
"Chanson d'amour" scritto da Wayne Shanklin,
e noto soprattutto per la contaminazione fra lingua
inglese e lingua francese, portata all’apice
del successo dallo stile jazz retrò dei Manhattan
Transfer, prima di inaugurare il tributo alla Black
Music con Steve Wonder . Romantico, politico, ballabile,
il suo sound è riuscito a racchiudere l’essenza
della black music che verrà evocato con “Isn’t
She Lovely”, una ballade del 1976 in cui dimostra
di maneggiare il soul e il pop con forza e naturalezza
e “Sir Duke” un omaggio a Duke Ellington,
nel cui testo Wonder riferimento a Count Basie,
Glenn Miller, Ella Fitzgerald e Louis Armstrong.
Passaggio al perfetto contaminatore
dei ritmi dell’America latina con
il rock del Carlos Santana, di
“Corazon Espinado”, prima di attaccare
“An englishman in New York” di Sting,
datata 1987 , in cui Florio si porrà sulle
tracce del sax di Brandford Marsalis, rievocando
gli arrangiamenti di Gil Evans.
Dopo il suono classico della prima serata, scopriremo
un Antonio Florio mediatore dell’hard-bop,
rappresentante il ductus sonoro di questo periodo,
ma prepotentemente speziato con la maniera di intendere
suono e costruzione dell’assolo propri del
jazz tradizionale. La serata, che
sarà impreziosita da una esclusiva cena a
base di risotto all’aragosta, caviale e champagne,
accompagnato dalle performances del barman, sigillerà
convivialmente il concerto di Antonio Florio ritornato
per proporre musica rinnovata nella tradizione,
per difenderla dalla prematura polvere degli scaffali
di un immaginario museo.
Cava de’ Tirreni, domenica
30 novembre, dalle ore 21,30 – Ingresso su
prenotazione – info.:329/6110652
– 089/349033 - solluan@alice.it