Salerno e Torino città
dell’arte e della luce.
Le due antiche capitali d’Italia danno vita
ad un luminoso gemellaggio artistico fortemente
voluto dal Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca
e dal Sindaco di Torino Sergio Chiamparino.
Un filo incantato attraversa l’Italia suscitando
emozioni e creando una magica atmosfera dal
8 Novembre al 31 Gennaio.
Notti di luce a Salerno, propone quattro opere
già applaudite in Piemonte: “Vele
di Natale” di Vasco Are, “Vento Solare”
di Luigi Nervo, “Palomar” di Giulio
Paolini, “Noi” di Luigi Stoisa.
Il Comune di Salerno ha poi commissionato un’opera
originale “Mosaico” nella quale l’artista
Enrica Borghi sintetizza la bellezza del centro
storico cittadino.
La festa sarà completata da fantasmagorici
addobbi luminosi che renderanno Salerno ancora
più bella nei prossimi mesi, mentre una
serie di eventi ( musica, danza, teatro, performance
) completeranno il programma di manifestazione
natalizie.
Per l'occasione gli esercizi commerciali resteranno
aperti fino alle ore 24,00 nei giorni 8, 9, 10
e 11 novembre.
Presentazione delle Opere
d’Arte
“ VELE DI NATALE
“ di Vasco Are - Installazione
in piazza Largo Prato – Rione Pastena
Sono immaginari alberi di natale o alberi della
cuccagna ma ricordano anche la leggerezza e il
volo degli aquiloni inseguiti dalla fantasia del
fanciullino che alberga in tutti noi.
Si tratta di forme e frammentini di plexiglas
disposti in telai triangolari di legno e costruiti
su reti a trama esagonale, che ondeggiano al vento.
Il colore del plexiglas varia dal rosso al giallo,
dal verde all’arancione al blu, tinte capaci
di rinfrangere vivacemente la luce proiettata
dal basso.
“ VENTO SOLARE
“ di Luigi Nervo - Installazione in piazza
Flavio Gioia – Centro
Vento Solare è un titolo
nato dalla suggestione di un espressione scientifica
che indica le particelle elementari emesse dal
sole che investono la terra. L’installazione
è dominata da una grande sagoma solare,
immaginata in quello stile fiabesco che spesso
contraddistingue le stampa e gli almanacchi popolari.
L’opera trasferisce così un concetto
astronomico nel linguaggio immaginario aiutandoci
a riscoprire il primordiale rapporto con la natura
e la luce.
“ PALOMAR
“ di Giulio Paolini - Installazione al corso
Vittorio Emanuele – Centro
In cima al Monte Palomar (California,
USA) si trova il più grande osservatorio
astronomico del mondo.L’opera è stata
concepita, allora, come un antico atlante astronomico
costellato da pianeti inscritti in forme geometriche
e culminante nella sagoma di un acrobata in equilibrio
su un cerchio. L’installazione di Giulio
Paolini è dedicata al rapporto tra ignoto
e conoscenza, ma soprattutto all’osservazione
come momento determinante ed emozionante del sapere
scoperto.
“ Noi “
di Luigi Stoisa- Installazione via Diaz –
centro
Il corpo e la figura umana sono
immagini frequenti nelle opere di Luigi Stoisa
così come l’utilizzo di sagome luminose.
Lo confermano le gigantesche silhouettes che compongono
l’opera “Noi”. Sono figure seriali
di uomini e donne, inclinate a comporre una sequenza
di arcate sospese, larghe 8 metri, con le teste
che si compenetrano al culmine di ciascun “
arco “. Le sagome sono disegnate in tubi
fluorescenti rossi, in un’infilata concepita
come una lunga galleria, un percorso luminoso
e protettivo.
“ MOSAICO
“ di Enrica Borghi - Installazione via Mercanti
– via Duomo
E’ un’opera originale
commissionata dal Comune di Salerno per la prima
edizione di Luci di Notte. Nasce dal profondo
legame subito nato tra l’artista e la parte
più antica della città.
Enrica Borghi, percorrendo le strette vie del
centro storico cittadino è rimasta colpita
dalla particolare architettura dei fabbricati
che propongono lo sviluppo verticale dello sguardo.
Sono le strade dell’Antica Scuola Medica,
tra le prime università mediche del mondo
dove altissima era la ricerca per il benessere
fisco e spirituale dell’uomo.
Il Duomo dove riposano le spoglie dell’Evangelista
Matteo, con l’alto campanile, sottolinea
questa direzione verso l’alto.
La pavimentazione della Cattedrale, vestigia della
capitale del Regno Normanno, ha ispirato Enrica
Borghi nello sviluppo di un’opera concepita
come un prezioso mosaico bizantino da installare
lungo le pareti dei palazzi. La via dei Mercanti,
opulenta di commercio e vitalità, insieme
alla salita che conduce alla Chiesa Madre diventano
il palcoscenico di un mosaico di commovente emozione.
.:
Stampa!
:.