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"LA PALLA AL BALZO" RACCOLTA DI ARTICOLI SUL CALCIO DI A. GATTO
dolci tipici napoletaniLa presentazione del volume mercoledì 9 gennaio al Teatro di Ateneo.

Mercoledì 9 gennaio, alle ore 11.00, presso il Teatro di Ateneo del Campus di Fisciano, sarà presentato il libro di Alfonso Gatto “La palla al balzo”, con prefazione di Gianni Mura La palla al balzo è frutto di una collaborazione del poeta, dal 1974 al 1976, con “Il Giornale” di Indro Montanelli. Un Gatto inedito ma non sconosciuto al pubblico degli sportivi, che ne avevano apprezzato la penna e lo stile sui fogli dell'Unità inviato al "tour". Un Gatto inedito, perché in queste pagine più che la descrizione dell'epica del ciclista, egli sottolinea i "fatti umani" di un calcio che comincia ad essere pervaso di tecnologia e moviole. Tutto il racconto, lungo i cinquanta e più articoli che compongono la raccolta, è pervaso da quello spirito critico e da quella freschezza di uomo del sud che giudica il presente attraverso la lente deformante del calcio. Dopo i saluti del Magnifico Rettore Raimondo Pasquino, l'incontro si articolerà in un momento prettamente spettacolare ad opera di Bebo Storti (lettura) con Daniele Sepe ed Aldo Vigorito (musica), ed un successivo momento di approfondimento con interventi di Gianni Rivera, Vittorio Dini, Guido Panico e Alfonso Amendola.

La palla al balzo è il felice resoconto dagli stadi d'Italia di uno dei maggiori poeti del Novecento. Il poeta di Il capo sulla neve e di Desinenze. Quel poeta che aveva recitato con Pier Paolo Pasolini stretto in una gualdrappa di lino a gelare al freddo materano nei panni dell'apostolo Andrea. Quello stesso poeta degli “occhi aperti di sorriso, neri neri come le rondini sul mare” ora attento a riscrivere la cronaca sportiva, dopo il Giro e il Tour, cedendo al suo amore di sempre: il calcio. Il risultato è una prosa perfetta e leggera, una raccolta indimenticabile che traccia il contorno di un epoca e di un calcio in trasformazione. Che non ha ancora scritto le pagine delle imprese mondiali ma che vive nell'Italia delle bombe. E più che un movimento di nostalgia porta al lettore una consapevolezza, di quanto preferivamo quel calcio che era sì preludio di quello moderno, ma che conservava ancora la freschezza di quei calciatori con gli occhi fissi sulla coppa. Quegli occhi aperti di sorriso.

Alfonso Gatto, Salerno, 17 luglio 1909 - Capalbio, 8 marzo 1976, poeta tra i maggiori del Novecento italiano, giornalista, critico d'arte. L'ermetismo riconosce in lui uno dei più accesi tra i suoi protagonisti. Oltre a numerose raccolte poetiche, tra cui ricordiamo Isola, Il capo sulla neve, Poesie, rimane di lui un'immagine di poeta coinvolto dal tumulto della vita, ma sempre lieto di fissare nella memoria ogni emozione in una lingua ricca di motivi e di sorprese nuove. Questa raccolta, oltre che degnamente introdotta dal grande Gianni Mura, è curata dal nipote del poeta, Filippo Trotta. Nato nel 1972 a Salerno, dove vive, è da anni attento nella diffusione dell'opera del nonno, oltre che organizzatore di eventi.

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