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Tullio Forlenza suona Dmitri Shostakovich

Tullio Forlenza in concertoE' la prima volta che un pianista italiano e per di più salernitano incide questo repertorio.

Il disco è nato da una profonda riflessione sulle estetiche di Shostakovich ed in particolare sul suo rapporto con l'eredità ottocentesca, infatti il repertorio che ho selezionato privilegia quelle opere in cui l'influenza della musica del passato è maggiormente presente.
Ho dato molta importanza alla comprensibilità del linguaggio, sia melodico sia armonico, cercando di rivelare e di far emergere la grande espressività di queste magnifiche composizioni con attenta cura di timbro e di fraseggio. Non ho volutamente rispettato retaggi da vecchia filologia che individuano imperativi categorici nelle obsolete indicazioni testuali tratte da imprecisi metronomi sovietici di primo novecento, questo perché a mio avviso l'operazione interpretativa di un esecutore non comporta soltanto l'astratta restituzione del testo in quanto tale, bensì l'instaurazione di un rapporto con la psiche profonda dell'autore, come in una seduta psicoanalitica in cui la partitura rappresenta l'enigma da sciogliere. il mio sforzo è quindi quello di rivelare un mondo psichico sotteso alla musica stessa, attraverso scelte continue e meditate in cui ogni brano rappresenti al meglio ciò che esso è in se, spesso andando oltre ciò che si rivela allo stesso compositore.

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