Il disco è nato da una
profonda riflessione sulle estetiche di Shostakovich
ed in particolare sul suo rapporto con l'eredità
ottocentesca, infatti il repertorio che ho selezionato
privilegia quelle opere in cui l'influenza della
musica del passato è maggiormente presente.
Ho dato molta importanza alla comprensibilità
del linguaggio, sia melodico sia armonico, cercando
di rivelare e di far emergere la grande espressività
di queste magnifiche composizioni con attenta
cura di timbro e di fraseggio. Non ho volutamente
rispettato retaggi da vecchia filologia che individuano
imperativi categorici nelle obsolete indicazioni
testuali tratte da imprecisi metronomi sovietici
di primo novecento, questo perché a mio
avviso l'operazione interpretativa di un esecutore
non comporta soltanto l'astratta restituzione
del testo in quanto tale, bensì l'instaurazione
di un rapporto con la psiche profonda dell'autore,
come in una seduta psicoanalitica in cui la partitura
rappresenta l'enigma da sciogliere. il mio sforzo
è quindi quello di rivelare un mondo psichico
sotteso alla musica stessa, attraverso scelte
continue e meditate in cui ogni brano rappresenti
al meglio ciò che esso è in se,
spesso andando oltre ciò che si rivela
allo stesso compositore.
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