Giovedì 1 maggio
2008 i soci dell'Associazione
Culturale Remtec, insieme ad alcuni amici,
hanno visitato il Comune di Felitto,
in Provincia di Salerno, fruendo delle guide locali,
Carmela Ventre e Mario Rizzo, messe a disposizione
dalla Pro Loco presieduta da
Giuseppina Di Stasio. Nel corso della mattina
si è svolta l'escursione di trekking
lungo le gole del fiume Calore. Lo spettacolo
naturalistico e le bellezze paesaggistiche hanno
affascinato i partecipanti all'escursione. Bellissime
le cascate e le rapide del corso d'acqua, semi
nascoste dalla folta e lussureggiante vegetazione.
Una breve sosta all'altezza della famosa grotta
di Bernardo, nome di un antico brigante
che secondo la leggenda l’avrebbe abitata,
per poi proseguire in direzione di Magliano passando
per il ponte di Pretatetta che
è un ponte naturale costituito da due enormi
blocchi di calcare franati dalle pendici ripidissime
della valle, che in questo tratto è uno
strettissimo budello, per poi raggiungere, alla
fine del percorso, il ponte medioevale
di Magliano. Nel pomeriggio, dopo la meritata
pausa pranzo,presso la Trattoria Remolino,
nell'omonima oasi, a base di fusilli felittesi,
salsicce e carne locale, annaffiati da un ottimo
vino rosso cilentano, visita guidata nel centro
storico di Felitto dove è possibile
ammirare il palazzo nobiliare detto "la
casa delle cento stanze", il castello
con le torri, la "casa araba"
risalente al XII secolo e la Chiesa madre
di S. Maria dell'Assunta, risalente
al XIII Secolo. Interessante è stata anche
la visita al Museo della civiltà
contadina, in pieno centro storico. Nelle
varie stanze è stato ricostruito l'aspetto
degli ambienti domestici, dalla cucina alla stanza
da letto, servendosi di oggetti ed arredi originali,
recuperati dalle abitazioni del centro storico
e del territorio. Numerosi sono, inoltre, gli
attrezzi e gli arnesi che riportano alla memoria
le botteghe degli artigiani ed il lavoro dei campi.
Per prenotare un visita
guidata eccovi i recapiti utili:
Pro loco via Roma tel.
0828/945649 - 945523 - 348/6100281 prolocofelitto@tiscali.it.
Lungo il percorso, a partire
dal ponte di Felitto, su entrambe le sponde del
fiume, sono numerose le cosiddette marmitte dei
giganti. Il nome è senza dubbio appropriato
se si pensa che alcune di esse hanno la circonferenza
di alcuni metri e una capacità di parecchi
litri. In questo tratto di Calore sprofonda in
una forra molto stretta, scavata in una roccia
calcarea dura e compatta ed il letto è
ingombro di ciottoli e massi di grandi dimensioni,
anche di qualche decina di metri cubi: tali condizioni,
unite al profilo accentuato del letto fluviale,
generano movimenti vorticosi, coinvolgendo anche
sabbia, ghiaia, ciottoli che con la loro azione
abrasiva scavano la roccia e con un lavorio che
si protrae per moltissimo tempo, formano delle
grandi scodelle, le marmitte dei giganti veri
e propri vortici pietrificati. A corredo dell'articolo
pubblichiamo alcune foto scattate dai soci durante
il percorso.
Gole del Fiume Calore.
Le gole strette e profonde formate lungo il corso
del fiume Calore, da Felitto a Magliano Vetere,
sono oggi un’area protetta, classificata
dall’Unione Europea come sito di interesse
comunitario (SIC). Tale oasi è gestita
dal wwf in accordo con il comune di Felitto. Il
fiume Calore e l’ambiente che lo circonda
è sicuramente l’attrattiva naturalistica
principale. Dal bosco della Farneta alla diga
in località Remolino, dai suggestivi tracciati
intorno alle Gole al ponte di Pietra Tetta, la
scelta è ampia. Un ambiente assolutamente
selvaggio, con aspetti naturalistici interessanti
dal punto di vista geologico, botanico e faunistico.
Felitto. Arroccato
paesino (286 mt. s.l.m.) che si erge sul colle
calcareo della rupe di San Nicola, naturale baluardo
sulla stretta gola ove scorrono le acque del fiume
Calore, l’abitato domina a strapiombo la
valle fluviale. Lungo le sue ripide e lastricate
stradine, racchiuse tra i bastioni della vecchia
cinta muraria come ogni paese di impronta medievale,
sono ancora possibili scorgere i resti di antichi
portali in pietra, segno distintivi delle case
delle famiglie più agiate, che restituiscono
angoli suggestivi ricchi di antiche memorie; qui
dove natura e storia si alternano in suggestive
architetture, colori e profumi. Da visitare: la
cappella della Madonna del Rosario; l’antico
ponte medioevale in pietra sul fiume Calore; la
Chiesa di S. Maria Assunta col suo maestoso campanile
(40 mt.); il castello feudale con un Torrione
di 25 metri; un’abitazione in puro stile
arabo; la pietra “chiatta” in piazza
De Augustinis, sulla quale sedeva nudo chi non
pagava i debiti; il Santuario della Madonna di
Costantinopoli. Il centro visite è situato
presso il comune, mentre in località Remolino,
si trovano l’area attrezzata per la sosta
ed i sentieri.
Percorsi di trekking.
Lunghezza circa
8 Km (andata e ritorno) Tempo di percorrenza
4 –5 ore Dislivello Tranne
alcuni tratti, il sentiero si trova alla stessa
quota. Quota massima 700 mt Periodo
consigliato primavera - autunno Difficoltà
media Equipaggiamento Scarpe
da trekking, borraccia, maglioncino, binocolo,
macchina fotografica.
Felitto non è un posto qualsiasi.
Qui la natura lascia il segno, così come
la sua cultura dell’ospitalità e
dell’accoglienza.
Felitto offre uno tra i paesaggi più suggestivi
e spettacolari dell'intero Cilento.Il corso delle
argentee acque fluviali del Calore, che si incunea
nei pressi dell'abitato che vi accoglie con fierezza
austera dall'alto del suo sperone roccioso. Arroccato
su di un colle calcareo, detto Rupe di San Nicola,
l'abitato domina a strapiombo la valle fluviale.
Nelle immediate vicinanze dell'antico ponte medievale
che collegava gli abitati di Felitto e Castel
San Lorenzo, parte la traccia di un sentiero che
penetra subito nel cuore della montagna. E’
uno spettacolo di rara bellezza quello che si
apre ai nostri occhi: ambienti assolutamente incontaminati,
quasi selvaggi dove il suono delle acque fa da
sottofondo ai richiami degli uccelli. Un luogo
che rappresenta un naturale bird-wacthing, un
luogo che merita di essere vissuto con intensità.
Tutt’intorno si profilano le pareti rocciose
sulle quali si arrocca l'abitato di Felitto. Spostandosi
fuori dell'abitato, una stradina che scende giù,
verso destra, conduce dopo poco, alla località
Remolino, ove vi è un'area attrezzata per
il pic-nic ed una fontana incastonata tra le pietre
locali. Questo è il luogo ideale per fare
il bagno, per risalire il fiume in canoa o per
dedicarsi al trekking in piena libertà.
Da
qui parte un itinerario che è quasi obbligato.
Giunti a un piccolo sbarramento, una diga posta
alla confluenza tra il fiume stesso ed il Fosso
Remolino - siamo a 182 m. circa - è possibile
ammirare il corso d’acqua “rivestito”
di lussureggiante vegetazione.
Poco più avanti sulla sponda di destra
parte la traccia di un piccolo sentiero che in
breve conduce alla cosiddetta “grotta di
Bernardo”, nome di un antico brigante che
secondo la leggenda l’avrebbe vissuta. In
verità, è consigliabile il cammino
opposto a quella che conduce alla citata grotta,
oltre la diga lungo la sinistra della gola ove
vi è un sentiero abbastanza frequentato
che penetra a mezza costa nella natura selvaggia.
In alto, si ergono le articolate creste ammantate
di vegetazione boschiva del monte Ceglie (602
m); mentre sulla destra si notano i costoni meridionali
dello Scanno del Mezzogiorno (740 m); sono, queste,
alture calcaree che nascondendo la gola hanno
contribuito nel corso dei secoli a mantenere integre
ed intatte le peculiarità dell’ambiente.
Qui la natura diviene protagonista assoluta e
numerose sono le specie di infiorescenze che s'incontrano
lungo il sentiero come l'aglio ursino; la valeriana
e l'orchidea provincialis (una specie selvatica).
Più avanti la traccia del sentiero quasi
impraticabile per via della fitta vegetazione
che lo circonda diventa sufficientemente percorribile
grazie al tracciato della pista reso evidente
da vecchi transiti di animali. Intorno si scorgono
le bellissime presenze delle felci e dei pungitopo
che si alternano a piante di cristo (bianco e
rosso) e di laconito (dai fiori blu). Lungo il
sentiero gli osservatori più attenti riescono
ad individuare le tracce della faina oppure le
zolle di terreno rimosso che sono quelle del cinghiale
o, ancora le tane del tasso.
Proseguendo
in questa suggestiva vallata, proprio al centro
della gola, parte una piccola deviazione (qui
il tratto è piuttosto difficoltoso) che
scende in basso a destra e conduce al cosiddetto
ponte di Pietra Tetta. Qui gigantesche pietre
sono franate in epoche remote, remotissime, incastrandosi
proprio al centro della gola. Dopo aver visitato
il labirinto di Pietra Tetta, si prosegue nella
fitta vegetazione del bosco, dove il sole difficilmente
riesce a penetrare il folto fogliame. Il leccio
giovane alterna all’olmo e alle tortili
radici dei tronchi più vecchi, mentre il
sottobosco è ricco di bacche di mirto e
bulbi di giglio selvatico.
Nel tratto più impervio della gola (274
m) si trovano sulla sinistra gli strapiombi calcarei
della Rupe Rossa (798 m), mentre sulla destra
si profilano le creste boscose della Costa di
Magliano (389 m). Dopo quest'ultimo ed impegnativo
passaggio, mentre aumenta la pendenza del sentiero,
si sale mantenendosi sempre sulla sinistra (il
versante è ripidissimo). Camminando, ci
si accorge che all'improvviso la gola termina
proprio nel punto di massima impennata; là
dove la vegetazione poco alla volta va diradandosi
offrendo vedute lungo il suo tratto a monte. Un
ultimo sforzo lungo un tratto ghiaioso piuttosto
in pendenza ci conduce a ridosso di un sentiero
che aggira la Costa di Magliano; dall'alto di
questa terrazza panoramica è possibile
scorgere, all'opposto imbocco della gola del fiume
Calore, l'antico ponte medievale ad arco (schiena
d'asino), costruito interamente in pietra tra
due lussureggianti sponde fluviali agevolando
il collegamento pedonale, per lunghi secoli, tra
gli antichi borghi di Magliano e Felitto; sullo
sfondo si profila la mole del monte Motola (1700
m).
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