Valva: la bellezza suggestiva e misteriosa del castello “Villa d’Ayala”

Diana Dea della Caccia primo piano

Diana Dea della Caccia primo piano

Siete alla ricerca di un luogo da visitare, affascinante ma al tempo stesso inquietante? Villa d’Ayala a Valva è quello che fa per voi.

Luogo misterioso quanto ameno, pieno di oscuri presagi, bui meandri, ma con angoli ricchi di vita, rigogliosa vegetazione, arte e cultura. Luogo, soprattutto, dominato dalla natura che, con la sua imponente presenza, sembra volerne custodire tesori e misteri.

La villa stessa, a forma di castello, con torri, merli ed archi, sembra avere un aspetto pieno di fascino ma spettrale al tempo stesso.

Domina il suo grande giardino e tutto il paese, arroccato sulla collina, che sembra quasi schiacciato dalla incombente presenza della villa; un paese umilmente prostrato ai suoi piedi che ne riflette il fascino misterioso e la innegabile eleganza.

Diana Dea della Caccia

Diana Dea della Caccia

Villa d’Ayala sembra sfidare la grande montagna rocciosa che sovrasta il paese e la valle sottostante e che, al visitatore in arrivo dal basso, appare ancora più imponente e massiccia.

Arrivati nella piazza principale di Valva ci si accorge subito della presenza del grande giardino ed in lontananza si scorgono le torri ed i merli del castello.

Il castello, sorto per volere del marchese Francesco D’Ayala, nel 1912, sull’area del più antico palazzo baronale, e le mura di cinta della tenuta sono visibili da ogni lato del paese.

La guida turistica che ci ha accolti all’ingresso, il “dotto” Donato Torsiello, ci ha spiegato che i proprietari sono stati dapprima i nobili Valva, quindi i Marchesi D’Ayala.

L’ultimo marchese D’Ayala, Giuseppe, morto scapolo in Svizzera, non avendo eredi, nell’anno 1951 lasciò tutti i suoi averi al Sovrano Ordine Militare di Malta (SMOM) che a tutt’oggi ne è proprietario.

emiciclo particolare statue marmo

emiciclo particolare statue marmo

Varcando il cancello in ferro battuto, a forma di arco, della tenuta, il visitatore diventa l’ignaro protagonista di un viaggio a ritroso nel tempo e nel mistero, subito ben raffigurato da un lunghissimo viale sterrato in salita, sommerso da una vegetazione lussureggiante di lecci, roverelle e, più in alto, faggi, cipressi, abeti, platani e una particolare varietà della famiglia delle sequoie.

Alberi imponenti, altissimi e dal fusto generoso che, sotto l’effetto del vento, oscillano in cima facendo risuonare un fruscio molto forte ma altrettanto rilassante e che suscita positive sensazioni di benessere, rafforzate dal cinguettio di una miriade di uccelli che nidificano e soggiornano in questa piccolo paradiso naturale.

In questo luogo di silenzio e pace il turista ha paura che ogni suo passo possa rompere l’incanto dal quale è circondato.

emiciclo particolare statue marmo

emiciclo particolare statue marmo

Iniziando a salire lungo il viale ci si imbatte subito, sul lato sinistro, in un giardino all’italiana, di forma irregolare, con disegni geometrici delimitati da siepi ben curate, che fanno da contorno a quattro statue in marmo, simboli delle quattro stagioni. Al centro del giardino si fa notare una bella scultura bronzea, che risale ai primi anni del ‘900, che rappresenta Diana la Dea della caccia in compagnia di un cervo.

Il giardino all’italiana, realizzato intorno all’800 per seguire i dettami della moda, ha sostituito, interrandolo, un laghetto artificiale, alimentato da piccoli canali e da una fontana del ‘700.

Di fronte, sul lato destro del viale, si trova una vecchia cappella, in origine destinata al culto della Vergine Maria, poi sconsacrata ed adibita a granaio da uno dei Marchesi D’Ayala.

Lo spirito imprenditoriale dei D’Ayala è testimoniato anche da una azienda vinicola, esistita fino agli anni ’80, molto conosciuta ed apprezzata, il cui edificio è oggi adibito ad asilo infantile, nonché dal frantoio, ora utilizzato per mostre di oggetti antichi, nel quale si produceva un ottimo olio d’oliva.

Villa d Ayala con giardini e fontana

Villa d Ayala con giardini e fontana

Dopo il terremoto del 1980, che ha causato il crollo di una intera parete della chiesetta, quest’ultima è stata restaurata ed il suo interno è ora visibile attraverso una grande vetrata che ha sostituito la parete muraria.

Continuando a salire lungo il vialetto si ha l’impressione che nulla possa meravigliare ulteriormente, ma non è così; la natura che copre e custodisce ogni angolo del giardino e della villa, a tratti rivela angoli magici e particolari, adornati da statue, fontane, panchine e grotte naturali.

Dopo aver superato un imponente arco ed una statua raffigurante Ercole alle prese con una delle sue fatiche (il leone di Nemea), si scorge imponente una torre del castello e, subito dopo una curva, si apre davanti agli occhi un emiciclo circondato da una decina di statue in marmo che sembrano danzare felici sul grande prato verde, con alle loro spalle una foresta fittissima di alberi ad alto fusto.

grotte madonna di lourdes

grotte madonna di lourdes

Sul lato opposto dell’emiciclo c’è il portone d’ingresso al grande atrio della villa che appare come un gigante ferito dal trascorrere inesorabile del tempo e, purtroppo, dall’incuria dell’uomo.

L’atrio è dominato da una bella fontana a zampilli, con vasca rotonda, circondata da un giardino all’italiana impreziosito da varie statue, alcune in pietra, altre in marmo.

La villa ha la forma di un castello con torre e merli ben delineati, finestre ad arco, terrazze e scalini.

A dire il vero l’aspetto è piuttosto austero e suscita strane e misteriose sensazioni (non angoscianti, ma di sicuro impatto emotivo).

La villa è tutt’ora in fase di ristrutturazione (finalmente) e non è visitabile internamente.

Statua di donna in anfiteatro

Statua di donna in anfiteatro

Il turista è quindi privato di un ulteriore brivido e di una attraente quanto suggestiva avventura (della serie…non aprite quella porta).

Salendo ancora più su, aumenta la sensazione di inquietante ed affascinante mistero che traspira dalle statue, dai sedili in pietra, dalla villa, dai viali e soprattutto dalle grotte che si intravedono nel bel mezzo della folta vegetazione.

In particolare, in una di esse, particolarmente angusta e buia, si trovano delle statue angoscianti, raffiguranti dei mostri e degli esseri umani che li combattono ma che, a loro volta, hanno un aspetto per nulla rassicurante.

Tra l’altro, in questa grotta, in un angolo particolare, le voci delle persone si trasformano amplificandosi naturalmente, come se si parlasse ad un microfono collegato ad un impianto di amplificazione.

Un effetto davvero strano.

statua di Eros tra i platani

statua di Eros tra i platani

Un po’ più in basso ci sono altre grotte, prospicienti ad un grande terrazzamento invaso dal prato verde, al cui interno vi è anche una sorgente d’acqua.

Le grotte sono completamente al buio e per visitarle è necessaria una torcia.

Sopra l’apertura di una di queste grotte, forse anche per rassicurare i turisti, dopo tanti misteriosi meandri, è stata posta una statua della Madonna di Lourdes, adornata con piante rampicanti e circondata da roccia calcarea.

Nel cuore del parco vi è un luogo davvero magico e particolare: un anfiteatro naturale di bossi ordinati, che ha per pareti e tetto la rigogliosa vegetazione, di fronte al quale è stato eretto un palco di forma semi circolare, usato in estate, dagli enti locali che gestiscono la tenuta, per dei memorabili concerti di musica classica e sinfonica.

grotta dei mostri

grotta dei mostri

L’anfiteatro, tra i cui bossi in passato si ergevano delle statue in marmo che rappresentavano gli spettatori, con il passare degli anni ha subito delle menomazioni, ricorda molto gli antichi teatri greci e si trova al centro di uno dei viali più imponenti del giardino, il viale dei platani.

Alla fine di questo affascinante viaggio nel passato e nel mistero, rimane la sensazione che la natura selvaggia, a volte rappresentata da alberi pregiati e rari, domini gli antichi fasti, inglobati dalla sua maestosità, in modo da coprire e proteggere la storia e la vita, i ricordi e le testimonianze, custodendo, inoltre, gelosamente e benevolmente, i misteri ed i segreti di villa d’Ayala attraverso i secoli, fino ad oggi.