Palio della Botte di Avellino compie 20 Anni. Fervono i preparativi

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Cresce l’attesa per la XXIV Edizione del “Palio della Botte” di Avellino (dal 10 al 12 agosto) che compie  20 Anni. 20 anni ma 24 edizioni: inizialmente, infatti, il “Palio della Botte” si svolgeva due volte  durante l’anno, a maggio e ad agosto, finendo poi per collocarsi definitivamente nel cuore dei festeggiamenti del Ferragosto avellinese per la sua multiforme natura di manifestazione culturale-storico-religiosa radicata nel centro storico del capoluogo.

La kermesse inizierà il 10 agosto. Sfilano ancora l’11 e 12 Agosto i “Piccoli Sbandieratori del Palio” nei loro abiti tipici, recentemente rinnovati e lavorati con maestria e pazienza dalle collaboratrici volontarie del reparto sartoria,  lungo le strade antiche di Avellino allestite di pannelli finemente decorati e scudi con i simboli delle sette contrade cittadine che fanno da corona all’immagine miracolosa della Madonna di Costantinopoli: è Lei  che nello scudo centrale sembra abbracciare l’intera città.

Ad esibirsi insieme ai “Piccoli Sbandieratori del Palio” i gruppi ospiti: Sbandieratori, Musici e Trombonieri “Sant’ Anna all’Oliveto” e I cavalieri della Pergamena Bianca  di Cava dei Tirreni, Le Storie del Teatro dei Burattini e I Giullari di Spade. E ancora novità durante il corteo storico del 12 Agosto.

Nuovi simboli si aggiungono al tradizionale omaggio floreale del corteo alla Madonna Assunta nella Chiesa Cattedrale: 7 giovanissime rappresentanti delle 7 contrade cittadine sfilano con dei ceri recanti l’immagine simbolo della propria contrada; e un figurante della corte le accompagna portando il cero col simbolo della Madonna contornata dagli stemmi delle sette contrade cittadine.

Durante il solenne omaggio alla Madonna Assunta nella Chiesa Cattedrale, alla presenza del nuovo Pastore della Diocesi di Avellino, Mons. Arturo Aiello, sulle note della Cantica dell’Assunta “A Te, madre per sempre”, inno sacro del Palio, appositamente composta da Benedetto Chianca e Maria Scala ed interpretata dal Coro “S. Maria R. di Costantinopoli”, i ceri saranno deposti su un candelabro appositamente realizzato.

I ceri accesi, simbolo tradizionalmente di fede e devozione, dentro la cornice del “Palio della Botte”, oltre a quell’antico ma ancor vivo significato, rappresentano la tenace speranza di questa terra, della nostra gente, di ciascuno/a di noi: possa Maria, Madre per sempre tenere accesa la nostra luce affinché, mentre si consuma la nostra vita come il cero, si espanda il Bene che siamo, il Bene che cerchiamo, il Bene che doniamo.

Protagonisti di Bene sono tutti i partner del Villaggio Solidale che per i 20 anni del “Palio della Botte” prende il nome di “Monte di Pietà”.  Rivive così l’antica solidarietà rappresentata dalla presenza del Monte di Pietà che nel Cinquecento sorse ad Avellino in C.so Umberto I proprio nei locali adiacenti alla Chiesa di Costantinopoli ad opera dell’Arciconfraternita di “S. Maria Ricoronata di Costantinopoli”.

L’antico Monte di Pietà serviva per aiutare i poveri del tempo con “il prestar denari gratis sopra pigni”; ma lo spirito di quell’antica solidarietà si rinnova ancor oggi, non solo perché il premio della gara del Palio conserva quelle stesse finalità ma proprio per la partecipazione di Operatori del Terzo Settore operanti a vario titolo nel sociale che con la loro presenza testimoniano l’appassionato e silenzioso impegno quotidiano a favore “dei più poveri tra i poveri” e che coi loro stand e laboratori rivelano il significato più profondo della manifestazione.

www.paliodellabotte.it

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