Hybrid Theory, per la prima volta a Salerno la Personale di Marco Gallotta

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Hybrid Theory - Marco Gallotta

Hybrid Theory – Marco Gallotta

Hybrid Theory, per la prima volta a Salerno la Personale di Marco Gallotta.

DAL 6 OTTOBRE A PALAZZO FRUSCIONE LA MOSTRA, PRESENTAZIONI DI LIBRI, LEZIONI UNIVERSITARIE A PORTE APERTE, CINEMA D’ESSAI E CONCERTI.

Classe ‘73, Marco Gallotta è l’artista salernitano che dal 1990 vive a New York per il quale Tempi Moderni ha voluto organizzare la sua prima personale a Salerno, “Hybrid Theory”. Dopo aver messo la sua arte al servizio d’importanti brand come Vogue, Apple, Chanel e Nike Gallotta torna in città per esporre le opere che stanno segnando la sua carriera. Gallotta è l’artista italiano che ha realizzato anche il ritratto di Will Smith. La location scelta per questo che si preannuncia come l’evento dedicato alle “sovrapposizioni e stratificazioni di linguaggi e segni” – come scritto da Gianpaolo Cacciottolo, curatore della mostra – è il normanno Palazzo Fruscione, vicino all’antica via dei Canali della Salerno romana. Un ulteriore riferimento metaforico a quel gioco d’intrecci che dal 6 ottobre (il vernissage è alle ore 19) si susseguiranno fino al 28 ottobre 2017. La mostra, in gran parte dei giorni, diventerà l’ideale contenitore artistico per la presentazione di libri, talk sul rapporto tra economia ed arte, lezioni universitarie a porte aperte, cinema d’essai e concerti. A popolare le stanze dello storico palazzo salernitano ci saranno anche gli studenti del liceo classico “Torquato Tasso” di Salerno, del liceo artistico “Sabatini Menna” di Salerno e dell’Istituto Genovesi – Liceo Da Vinci per i quali sono stati ideati degli incontri a tema. Il filo rosso tematico, scelto dal direttore scientifico di Tempi Moderni Alfonso Amendola, sarà sempre quello dell’”ibridazione”.

Circa 60 sono le opere che costituiscono il percorso espositivo organizzato secondo ben precisi micro nuclei tematici. Ai primi lavori di Marco Gallotta si affiancheranno le ultime produzioni, molte delle quali inedite ed appositamente concepite per “Hybrid Theory”. Sulle pareti di Palazzo Fruscione si potranno ammirare i ritratti di personaggi famosi (Barack Obama, David Bowie, Freddie Mercury, Leonardo Di Caprio, Frida Kahlo e altri, insieme alla nuovissima serie disegnata per Chanel già famosa in tutto il mondo), la serie dedicata al tema della bellezza e i “paper-cut on photograph”. La sezione riservata ai nuovi lavori di Gallotta, invece, è tutta incentrata sulla sua ricerca sull’ibridazione, “allineandosi allo spirito del tempo attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie disegnative che contribuiscono a definire una nuova dimensione estetica e dilatano ancor di più il carattere esplorativo dell’indagine sull’immagine portata avanti negli anni dall’artista”, come rimarcato nel concept della mostra stessa.

“Fruizione piena dell’opera in quanto tale” è il punto da cui si è partiti nel definire anche le linee guida del percorso da proporre. Ad accogliere i visitatori ci sarà un ingresso ridisegnato in funzione della mostra con tanto d’interazione visiva tra lo spettatore, l’opera e l’artista. E così Tempi Moderni ha affidato all’architetto designer salernitano, Fabrizio Demma per Bevilacqua Interni, l’ideazione e la realizzazione dell’allestimento di Palazzo Fruscione. L’esposizione si dispiega su due piani del palazzo, il secondo e il terzo, e propone una teoria per immagini sull’ibridazione di linguaggi (intaglio, disegno, pittura, fotografia, collage) provando a collegarsi al discorso contemporaneo sulle contaminazioni culturali. Seguendo questo linea è stata pensata una sala espositiva satellite, “Layers”, con i lavori realizzati da creativi campani che spaziano dal design alla moda, passando per la fotografia. Il taglio che caratterizza le opere è legato ad un progettazione che è al tempo stesso sperimentale ed artigianale.

L’evento è organizzato dall’Associazione Culturale Tempi Moderni, presieduta da Marco Russo, con il sostegno del Comune di Salerno, della Camera di Commercio di Salerno, della Confesercenti Salerno ed il patrocinio dell’Università degli Studi di Salerno e della Fondazione Alario per Elea – Velia Onlus.

GLI APPUNTAMENTI. Partendo dall’immaginario delle opere di Gallotta e in linea coerente con il design hub del piano terra, anche il primo piano, preludio all’esposizione, è stato pensato come un grande contenitore ibridato dal bello e da forme differenti, una narrazione collettiva intesa come punto di riferimento dell’intera comunità territoriale, uno sguardo verso mille esperienze tra loro anche distanti, ma unite da un’unica sensibilità. Con il dichiarato intento di raccontare alcuni flussi del contemporaneo, alla ricerca del più ampio dialogo possibile con la città, le istituzioni e il pubblico, e con quanti, con ostinato ottimismo, continuano a credere nella produzione culturale, nelle relazioni sociali e nello sviluppo delle economie locali e globali.

Il primo appuntamento, dopo il vernissage, è per sabato 7 ottobre, alle ore 19:00, con il talk: “Andrea Pazienza: un genio del 900” con Stefano Cristante, professore associato in Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi dell’Università di Lecce, interviene la giornalista Erminia Pellecchia in collaborazione con l’Associazione Trumoon. Domenica 8 ottobre, alle ore 18:00, spazio al cinema con “L’uomo che cadde sulla Terra” (1976) di Nicolas Roeg con David Bowie, Rip Torn; introduce la proiezione Alfonso Amendola, direttore scientifico “Tempi Moderni”; il racconto è di Valerio The Duke Lorito; suona Massimo de Divitiis.  Lunedì 9 ottobre, alle ore 19:00, per la sezione dedicata ai talk sul rapporto tra economia ed arte si parlerà di “Eventi culturali e sviluppo del territorio” con Pasquale Maria Cioffi, fondatore di Mifaccioimpresa; Vittoria Marino, professore associato di Dipartimento di Scienze Aziendali – Management ed Innovation Sistems; Marco Navarra, euprojcet desinger e manager.

Martedì 10 ottobre, alle ore 18:00, ad inaugurare lo spazio riservato ai reading sarà “Intrigo a Ischia” di Piera Carlomagno (Edizioni Centauria); dialogheranno con l’autrice Elio Goka e Mario Tirino;
letture di Valerio Elio. Giovedì 12 ottobre, alle ore 21:00, si parlerà e si suonerà con Massimo de Divitiis e Francesco Di Bella sui loro “Incontri musicali”.  Domenica 15 ottobre, alle ore 18:00, per il secondo appuntamento del cinema d’essai sarà proiettato “Tommy” (1975) di Ken Russell con Ann-Margret, Oliver Reed, Eric Clapton, Roger Daltrey, Tina Turner; introduce Fabio Arcieri con una riflessione di Gianfranco Marziano. Lunedì 16 ottobre, alle ore 19:00, nell’ambito della Settimana della Sociologia il talk sarà su “Le parole della sociologia: futuro” ed avrà come relatori Alfonso Amendola, Gennaro Iorio, professore associato Dipartimento di Scienze Politiche Sociali e della Comunicazione, e Maurizio Merico, professore associato Dipartimento di Scienze Politiche Sociali e della Comunicazione; mentre sul tema “Attentati al futuro: il progetto di ricerca di mediaterrorismi” interverranno Antonella Napoli e Diana Salzano del Dipartimento di Scienze Politiche Sociali e della Comunicazione, in collaborazione con la Settimana della Sociologia.  Martedì 17 ottobre, alle ore 11:00, il focus sarà su “L’Europa cosmopolita in tempi difficili” e se ne parlerà con Massimo Pendenza, professore ordinario Dipartimento di Scienze Politiche Sociali e della Comunicazione. Per giovedì 19 ottobre, ore 19:00, l’argomento scelto è quello su “La notte della lingua o l’incubo del linguaggio? Il Finnegans Wake di James Joyce” con Enrico Terrinoni; ad introdurre i lavori sarà Linda Barone, ricercatrice del Dipartimento di Studi Umanistici, seguirà l’intervento di Enrico Terrinoni docente di Letteratura Inglese dell’Università per Stranieri di Perugia; l’appuntamento è realizzato in collaborazione con “Unknown Pleasures”.  Venerdì 20 ottobre, ore 19:00, a Palazzo Fruscione con l’affermato stilista Alberto Audenino si parlerà di “Arte e moda.

Un dialogo antico”, ad intervenire saranno Barbara Cangiano e Fiorella Loffredo; l’evento è realizzato in collaborazione con Campania Style.  Domenica 22 ottobre, alle ore 18:00, pomeriggio al cinema con “Quadrophenia” (1979) di Franc Roddam con Phil Daniels, Leslie Ash, Philip Davis, Mark Wingett, Sting; introdurranno lo scrittore Diego De Silva e sua figlia Chiara. Martedì 24 ottobre reading con “Donne. Quotidianità senza luce”, presentazione del libro di Agata Piromallo Gambardella (Esi) in dialogo con Alberto Granese, Andrea Manzi e Giuliana Scalera, letture di Antonella Valitutti. Mercoledì 25 ottobre, alle ore 18:00, si presenterà “I 20 di Auschwitz” il libro di Guido Caserza (Oedipus); introdurrà la serata Francesco G. Forte; l’intervento critico sarà di Angelo Petrella, le letture di Attilio Bonadies. Giovedì 26 ottobre, dalle ore 15:00 alle ore 19:00) ArtLAb “Dalle forme all’intaglio” con un’introduzione alle tecniche del paper-cutting a cura del Centro Informagiovani Salerno e dell’Associazione Culturale Bottega Idee Nuove.  Venerdì 27 ottobre, alle ore 19:00, nell’ambito del ciclo dedicato ai talk si parlerà di come “Innovare l’impresa con l’Arte”, relatori dell’incontro saranno Chiara Paolino, docente Facoltà di Economia della Cattolica di Milano, e Marcello Smarrelli, direttore artistico Fondazione E rmanno Casoli; interverrà Ginevra Romano, direttrice di museo. Per il finissage, sabato 28 ottobre, alle ore 21:00, Palazzo Fruscione ospiterà il concerto di “Max Maffia & The Empty Daybox”. Gli appuntamenti sono ad ingresso libero.

BIOGRAFIA MARCO GALLOTTA. Gallotta nasce a Battipaglia nel 1973. Si trasferisce prima in Trentino, poi a Londra, e dopo varie tappe europee, nell’estate del 1998, approda a New York. Qui rafforza la sua idea di arte, soprattutto nel dialogo continuo e creativo con i tanti movimenti della cultura newyorkese. Frequenta il Fashion Institute of Technology (FIT) dove si laurea in “General Illustration” e successivamente si specializza in “Fashion Illustration”. Il suo percorso artistico si muove tra l’attività di pittore e d’illustratore. Oltre a varie esposizioni delle sue opere in Italia e negli Stati Uniti, come quelle nella galleria One Art Space di New York, Snap Orlando e Yeelen Gallery di Miami, ha avuto collaborazioni importanti con la Nike, Le Nazioni Unite, “Radio City Music Hall”, il “New York Stock Exchange”, il compositore italiano Ennio Morricone, la rivista “Vogue”, l’attore Will Smith e la celebre casa di moda Chanel.

BIOGRAFIA GIANPAOLO CACCIOTTOLO. Gianpaolo Cacciottolo (Salerno, 1987) è critico d’arte e curatore indipendente. Si è laureato in Scienze dei Beni Culturali e in Storia e Critica d’Arte (con una tesi dedicata alla figura di Harald Szeemann) all’Università degli Studi di Salerno. Collabora con riviste di arte contemporanea italiane e internazionali, sia per le edizioni online che per quelle cartacee. È tra i dieci selezionati dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino per Campo – Corso per curatori 2015/2016. Ha curato tra il 2013 e il 2014 una serie di collettive di giovani artisti salernitani. Ha curato insieme ad altri “PIIGS. An Alternative Geography of Curating” presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino (4-6 novembre 2016), un progetto sulle manifestazioni artistiche e curatoriali di Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna. È stato ideatore e relatore dell’incontro col regista Giovanni Troilo, “Uno Sguardo al Cuore dell’Europa. Il caso di Charleroi tra storia, attualità e sperimentazione artistica”, presso l’Università degli Studi di Salerno (15 dicembre 2016). Ha curato la sezione “Young Talents” dell’edizione 2017 di AFFORDABLE ART FAIR MILANO (9-12 febbraio 2017). Ha lavorato come intern nel Dipartimento curatoriale del Museo Madre di Napoli. Vive e lavora tra Salerno e Napoli.

CONCEPT. Hybrid Theory è la prima mostra personale salernitana di Marco Gallotta (Battipaglia, 1973), artista campano che vive e lavora a New York da circa vent’anni. Dopo varie peregrinazioni giovanili tra il Nord Italia e il Nord Europa in cui ha assorbito influenze e combinato esperienze, all’inizio degli anni Duemila Gallotta si stabilisce negli Stati Uniti, prima a Boston e poi definitivamente a New York, dove approfondisce e consolida i suoi studi artistici al Fashion Institute of Technology, aprendosi in particolare al mondo della moda e della pubblicità. Gli strumenti che predilige sono quelli propri del disegno e della pittura, ma è col paper-cutting che Marco Gallotta imprime alla sua cifra stilistica un sigillo, un marchio di fabbrica distintivo, riconoscibile, che si evolve e si arricchisce nel tempo. Il taglio di Gallotta, rigorosamente con bisturi, si trasforma in una azione di ricerca di strati di soggetto che procede per sottrazioni. Il concetto di ibridazione, di derivazione scientifica, è qui traslato in termini artistici mediante sovrapposizioni e stratificazioni di linguaggi, segni e materia, un processo che rivela l’incontro e la coesistenza di attitudini e suggestioni: la figura umana, trattata secondo i dettami estesi del ritratto, accoglie geometrie mutuate direttamente dalla natura, con elementi di pura astrazione che si innestano su figure ed immagini, mentre una matrice concettuale convive con una dimensione estetica fortemente legata a un’abilità tecnica, all’incrocio tra arte e artigianato.

Hybrid Theory è una mostra antologica che riunisce più di cinquanta opere, le esperienze più significative del percorso artistico di Marco Gallotta, dai primi esperimenti con linoleum (linocuts, 2008) ai “paper cuts on photograph”, passando per la serie dei ritratti di personaggi famosi (David Bowie, 2015; Lady Gaga, 2016; Leo, 2016; Mercury, 2016; Obama, 2016; Spike Lee, 2016; Frida, 2017), i “Fashion Ink” usati da Vogue come arredo di un importante photoshoot del 2016 e la ormai celebre serie di bottiglie realizzata per Chanel. Le caratteristiche formali del lavoro di Gallotta, coniugate sempre con una volontà di approfondimento tecnico e verifica del campo visivo, appaiono predominanti, ma alcune delle opere esposte mostrano anche dei legami forti con temi ed esperienze sociali di forte impatto: ad esempio il dittico sciolto dedicato alla coppia gay Craig e David (Craig, 2016; David, 2017), i colori, le parole e le forme ibride di So hard to say I love you del 2013 e la serie Balance (2014) si rivolgono con delicatezza al tema della “genders equality”, mentre Voices in the silence (2013) è un paper-cut con inchiostri e cera che affronta la triste vicenda del mercato della prostituzione delle bambine asiatiche, avendo come riferimento reale l’attività di Somaly Mam e della sua fondazione statunitense.

L’esposizione si dispiega su due piani di Palazzo Fruscione, il secondo e il terzo, e propone una teoria per immagini sull’ibridazione di linguaggi (intaglio, disegno, pittura, fotografia, collage) provando a collegarsi al discorso contemporaneo sulle contaminazioni culturali. Hybrid Theory si inserisce come tassello ultimo in un mosaico internazionalmente riconosciuto, composto da un artista che, di ritorno da importanti esperienze lavorative con Vogue, Apple, Chanel, Nike e altri grandi brand, sceglie la città di Salerno per esporre i risultati del suo lavoro nel momento centrale della sua carriera. (Gianpaolo Cacciottolo)

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