La Villa Marittima di Minori diventa un sito archeologico multimediale

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Il corposo intervento sarà presentato domani (giovedì 26 aprile – ore 11,00) nel corso di una conferenza stampa presso il Museo Diocesano “S.Matteo” a Salerno.

Sottrarre al degrado uno dei luoghi simbolo dell’otium romano in Costa d’Amalfi (la Villa Marittima Romana di Minori) attraverso un progetto capace non solo di risolvere carenze strutturali ma di accreditarlo a pieno titolo nel circuito dei grandi attrattori turistici. Anche mediante l’impiego di animazioni e multimedialità.

Il corposo intervento promosso dal Comune di Minori, e finanziato dalla Regione Campania e dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici, denominato “Ozi Marittimi storie sensibili nelle villae romane della Costa d’Amalfi” sarà presentato domani (giovedì 26 aprile alle ore 11,00) nel corso di una conferenza stampa in programma presso il Museo Diocesano “S.Matteo” in Piazza del Plebiscito a Salerno.

A presentare l’importante intervento conservativo del sito archeologico di Minori, che sarà dotato inoltre di allestimenti multimediali realizzati da Studio Azzurro (ulteriori interventi progettuali sono previsti nelle altre importanti emergenze archeologiche presenti sul territorio quali la Villa di Positano, quella di Tramonti e quella di Vietri sul Mare), saranno il Soprintendente ai Beni Archeologici, Adele Campanelli, che illustrerà nel dettaglio gli azioni in programma, ed i sindaci di Minori, (Andrea Reale), Positano (Michele De Lucia), Tramonti (Antonio Giordano) e Vietri sul Mare (Franco Benincasa).

Alla presentazione del progetto interverranno anche Chiara Ligi e Leonardo Sangiorgio di Studio Azzurro, l’azienda leader a livello internazionale nel settore delle installazioni multimediali che ha curato la parte tecnologica e spettacolare. Quest’ultima verrà realizzata attraverso una narrazione testuale ed una installazione multimediale partecipata che evocherà, rigorosamente al calar del sole, la vita dei nobili romani sulle sponde della Costiera Amalfitana, “configurandosi come sfondo di una narrazione che porta in scena le abitudini di un tempo lontano”.


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