La “spuntata” Salernitana perde la sfida col Napoli nella Tim Cup

Lavezzi ed Hamsik del Napoli

Lavezzi ed Hamsik del Napoli

La differenza tra Salernitana e Napoli l’ha fatta tutta il reparto avanzato. Nel Napoli, gente del calibro di Lavezzi, Quagliarella e gli inserimenti di Hamsik e Maggio hanno consentito ai partenopei di vincere, grazie ad alcune accelerazioni improvvise del ritmo della gara.

Fino al momento del primo gol del Napoli, segnato da Maggio in sospetta posizione di fuori gioco, era stata, però, la Salernitana ad impressionare positivamente. La squadra granata, schierata da Brini col modulo a sorpresa 3-5-2, speculare a quello del Napoli, aveva bene imbrigliato la manovra dei partenopei, rendendosi anche pericolosa in un paio di circostanze, colpendo due volte il palo, su tiro piazzato di Stendardo al 14°. Intorno al 27°, inoltre, dopo una serie di azioni insidiose, da una parte e dall’altra, è stata ancora la Salernitana ad andare vicina al gol, su corner, con  due difensori, Kyriazis e Fusco che non hanno agganciato di un soffio, sotto misura.

Un minuto dopo, la svolta della gara. Cross in area granata, Hamsik è salito in alto e di testa ha spizzicato per Maggio che, in posizione di off side, ha realizzato un gol abbastanza facile, solo davanti a Polito. Vantaggio immeritato del Napoli che ha lasciato il segno nel morale dei calciatori allenati da Brini. Da quel momento, infatti, i granata sono lentamente, ma inesorabilmente, scomparsi dal campo, lasciando ai forti avversari il pallino del gioco. Non aggredire i napoletani sulla tre quarti ed a centrocampo, aspettandoli nei pressi dell’area di rigore, con uno schiacciamento in retroguardia del baricentro della squadra, è stato l’errore tattico più evidente commesso dalla Salernitana.

Al 42° il Napoli, che gradualmente ha guadagnato metri, è andato nuovamente in gol in seguito ad un inserimento sulla fascia destra di Maggio che ha lasciato sul posto Soligo ed ha servito al centro Lavezzi, mettendogli sul piede un pallone da appoggiare comodamente in rete.

Nella seconda frazione di gioco è sceso in campo solo il Napoli che ha iniziato subito ad attaccare con scambi veloci sulla tre quarti tra i vari Datolo, Hamsik, Maggio e Lavezzi e con uno scatenato Quagliarella più avanzato. Brini, frattanto, ha corretto il modulo tattico passando al 4-4-2, ma senza ottenere validi risultati. Anche dopo le sostituzioni, da una parte e dall’altra, la musica non è cambiata. I calciatori napoletani hanno dato vita ad una prestazione brillante, creando numerose palle gol, agevolati da avversari apparsi ormai rassegnati alla sconfitta e poco motivati nel rimontare lo svantaggio. Solo all’83°, però, il Napoli è andato nuovamente in gol, su cross di Campagnaro dalla fascia destra e colpo di testa di Hoffer.

Vedere giocare da una parte Quagliarella e Lavezzi, tanto per citare due nomi, e dall’altra Ferraro e Caputo, ha fatto capire a tutti, tifosi e critici, quale sarebbe stato il destino della gara. La Salernitana, infatti, nelle uniche occasioni che si è resa veramente pericolosa l’ha fatto con inserimenti di difensori. Solo Caputo, in qualche circostanza, è riuscito ad impensierire la difesa avversaria. Poca fantasia sulla tre quarti e scarsa incisività in attacco, questi sembrano essere, attualmente, i punti deboli della squadra granata. E’ qui che, in attesa del rientro in campo di Merino e Cozza, la società e l’allenatore devono intervenire per apportare i necessari correttivi. La manovra offensiva dei granata è sembrata piuttosto fragile e prevedibile e non adeguata alla cadetteria. La posizione di Ferraro, schierato in appoggio alla prima punta, inoltre, ci sembra sbagliata. Caputo ha migliori doti tecniche mentre Ferraro è meno manovriero e più attaccante da area di rigore, le loro posizioni dovrebbero essere invertite.

La gara ha fornito, comunque, positive indicazioni anche per la Salernitana che ha dato l’impressione, nel complesso, di essere una squadra ben allenata e ben messa in campo. La squadra di Brini è sembrata, infatti, solida e tatticamente affidabile. Le idee, insomma, sono chiare. A centrocampo, finchè la Salernitana è stata in partita, la prestazione dei cinque centrocampisti, Galasso a destra, Soligo a sinistra e Pestrin, Tricarico e Carcuro al centro, è stata gagliarda e positiva. E’ mancata, però, quel pizzico d’inventiva e fantasia che avrebbe dato più verve alla manovra e fornito più palloni giocabili alle due punte. In difesa, contro avversari di categoria superiore, i tre difensori Kyriazis, Fusco e Stendardo hanno retto bene l’onda d’urto avversaria, ben supportati dai due esterni di centrocampo e dal bravo poritere Polito, puniti nell’unica distrazione, tra l’altro in una situazione dubbia di off side. Nella ripresa, con la difesa a quattro e l’arretramento di Galasso, le cose sono andate peggio, anche a causa delll’atteggiamento rinunciatario della squadra.

Brini farebbe bene, secondo noi, a scegliere al massimo un paio di moduli tattici su cui insistere, in modo da dare una fisionomia di gioco ben precisa e riconoscibile alla squadra. Cambiare continuamente modulo tattico potrebbe ingenerare una sorta di confusione mentale nel gruppo, come è avvenuto l’anno scorso con Castori sulla panchina granata. Ma il bravo allenatore granata ha ancora a disposizione il tempo necessario per decidere quale schema di gioco si addice meglio ai calciatori a sua disposizione e regolarsi di conseguenza.

Venerdì prossimo inizia il campionato cadetto e la Salernitana inizierà a fare sul serio. All’Arechi, in serata, verrà a giocarsela il Frosinone, un avversario ostico e che venderà cara la pelle. E’ necessaria una prestazione ai massimi livelli di intensità e voglia di vincere dei granata per iniziare col piede giusto il campionato. Chi bene inizia è a metà dell’opera! Una iniezione di fiducia e convinzione nei propri mezzi tecnici è quello che serve a questa squadra. Brini che è un buon allenatore ed una persona intelligente questo lo ha sicuramente capito e, in settimana, trasmetterà la giusta carica agonistica ai suoi calciatori.

IL TABELLINO:

Napoli (3-5-2): De Santis; Campagnaro, Cannavaro, Aronica; Maggio (14′st Santacroce), Gargano, Bogliacino (32′ st Blasi), Hamsik, Datolo; Quagliarella, Lavezzi (24′ st Hoffer). (Navarro, Rullo, Rinaudo, Denis). All. Donadoni.
Salernitana (3-5-2): Polito, Kyriazis, Fusco (22′ st Russo), Stendardo, Galasso, Soligo, Pestrin, Tricarico, Carcuro (1′st Statella), Ferraro, Caputo. (Iuliano, V. Pepe, Cartone, Agresta, Bastrini) All. Brini.
Arbitro: Gervasoni di Mantova.
Reti: 28′ pt Maggio, 42′ pt Lavezzi; 38′ st Hoffer.
Note: Nel secondo tempo Datolo si è fatto parare un calcio di rigore da Polito.
Angoli: 5-3 per il Napoli.
Recupero: 3′ e 0′.
Ammoniti: Blasi e Pestrin.
Spettatori: poco meno di 20 mila

Stampa questo articolo Stampa questo articolo

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>