Gran Caffè Trezza con il rocker Johnny DalBasso

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Johnny DalBasso è una band rock creata da Johnny DalBasso in cui il chitarrista è Johnny DalBasso, il cantante è Johnny DalBasso, il batterista è Johnny DalBasso, l’armonicista è Johnny DalBasso… Non il trionfo del “fai da te” ma il miglior modo per cominciare qualcosa… Dal basso. Johnny DalBasso è voce, chitarra, batteria, armonica, testi e musica e sabato al Gran Caffè Trezza di Teggiano terrà una delle 200 date che lo ha visto protagonista negli ultimi anni in tutta Italia, per presentare i suoi due Cd.

Johnny comincia a suonare nel febbraio 2013 e da allora ha all’attivo oltre 200 date in tutta Italia. Il 20 maggio 2013 esce in anteprima per Shiver webzine il video autoprodotto del brano “La Rivoluzione”, che consente al one-man band di far conoscere la sua musica in rete e iniziare il “DalBasso Tour”. Esattamente un anno dopo, il 30 aprile 2014, esce il suo primo disco dal titolo “JDB” con l’etichetta discografica Octopus Records prodotto dal chitarrista dei “24 Grana” Giuseppe Fontanella.

Dall’album vengono estratti due singoli, “Spara” e “Riusciresti tu…”, accompagnati da due videoclip che vedono alternarsi alla regia Stefano Poletti (Baustelle, T.A.R.M., Zen Circus, Pan del Diavolo) e Erika Errante (The Cyborgs, Go!zilla). Il “JDB tour” porta Johnny a suonare nei principali live club italiani e ad aprire i concerti de I Cani e Omar Pedrini. Nel gennaio 2016 inizia il “Copiapirata tour”, 12 date live in cui Johnny vende sottobanco le prime copie di quello che sarà il suo secondo disco, chiuse in un misterioso sacchetto nero contenente il disco, una mela e le “istruzioni per l’uso”. Il 25 febbraio del 2016 esce ufficialmente il suo secondo disco dal titolo “IX”.

Il 28 agosto all’Indievisibile Festival di Torano Nuovo (TE) apre il concerto de Il Teatro degli Orrori.
il 31 agosto viene annoverato dal sito www.rockit.it tra i 12 artisti campani da ascoltare.
Il 28 novembre 2016 partecipa al fortunato progetto fotografico “Musician” di Matteo Casilli, apparso sul magazine “Rolling Stone”.

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