Francesco De Sanctis raccontato ai più giovani, le vicende “salernitane” del Guiscardo, la storia di Castellabate allo Yachting Club di Salerno

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Da Pirandello a De Sanctis. Riprende con un omaggio di ..incostieraamalfitana.it Festa del Libro in Mediterraneo allo scrittore e critico letterario irpino, nel bicentenario della nascita, la quarta edizione di “Mare da…libri” allo Yachting Club di Salerno. Lo fa venerdì 24 febbraio, alle ore 19.30, con “De Sanctis spiegato a mio figlio” di Fausto Baldassare, edito da ABE 2017.

Nel corso della stessa serata la casa editrice di Avellino proporrà anche “Ego Gottfried, ego Guiscardus” di Arturo Bascetta, e “Per una storia di Castellabate” tratta da Odoardo Ciano ed altri, curata da Gianna Capozzi.

Francesco De Sanctis, nato il 18 marzo 1817, fu non solo letterato, ma abbracciò anche la carriera politica ricoprendo tra l’altro l’incarico di Ministro della Pubblica Istruzione. Compagno di viaggio di Fausto Baldassare in “De Sanctis spiegato a mio figlio”, “don Ciccillo”, come veniva soprannominato il grande filosofo, ne è segreta guida, conforto. “Il suo grande dolore, la sua resistenza: mai la resa.

La sua forza è gioia di vita. Meraviglioso: quel guardare il cielo, quel saper vedere dentro, fuori e lontano”, scrive il professor Baldassare, docente di storia della Filosofia, di Filosofia della Religione e di Antropologia filosofica. Uno scrittore dell’800 che lascia “luminose tracce” in un scrittore moderno. Con questo libro Baldassare ha cercato di liberare il “Nostro” dai paroloni “dei ‘dottoroni’, da ciò che il critico di Morra ha sempre combattuto”.

Il primo principe normanno di Salerno, che sotto la sua guida, nell’XI secolo, divenne capitale di un principato che comprendeva quasi tutto il meridione d’Italia, è stato Roberto d’Altavilla detto il Guiscardo. Roberto è stato uno dei personaggi più influenti ed importanti della sua epoca. Sesto figlio di Tancredi venne in Italia a combattere come mercenario insieme ai suoi fratelli che da anni stavano al soldo dei signori longobardi.

Grazie alle sue abilità in battaglia ed alla sua spiccata furbizia, che gli valse il soprannome, in pochi anni combattè in gran parte del sud Italia e sposò, in seconde nozze, la principessa salernitana Sichelgaita figlia del defunto Guaimario IV e sorella di Gisulfo II che gli concesse la mano di sua sorella e l’aristocrazia, in cambio di appoggio militare. Grazie a lui Salerno ebbe un periodo di rinnovato splendore e vennero costruiti in città sia il Duomo di San Matteo che l’ormai scomparso Castel Terracena.

Arturo Bascetta ne ripropone le gesta in “Ego Gottfried, ego Guiscardus”, cercando di riportare la verità nuda e cruda dei fatti di cronaca, allo scopo di spiegare che spesso le cose sono andate diversamente da come ce le hanno raccontate.

Nel Cilento la cittadina di Castellabate ha una storia illustre: nei secoli diversi popoli e feudatari, che hanno lasciato segni del loro dominio nel territorio, se lo sono conteso non solo per la robustezza della sua fortezza ma anche per la bellezza della sua posizione naturale. Il libro che Giana Capozzi, scrittrice, poetessa e pittrice, discendente di Odoardo Ciani, ha tratto dalla “Storia di Castellabate” del giurista, amante della musica, del teatro e della scrittura, figura poliedrica, nato nel 1837, è un omaggio rivolto ai lettori di oggi, “e specialmente ai giovani bisognosi di verità e di scienza”

Ad intervistare gli autori, dopo i saluti di Diana De Bartolomeis, vice presidente dello Yachting Club Salerno, sarà il direttore organizzativo di ..incostieraamalfitana.it Alfonso Bottone. La lettura di alcune pagine dei libri affidate all’attrice Vania De Angelis, con le sottolineature musicali della chitarra di Giacomo Monteleone.

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